Le "Serate di Nomadelfia", un messaggio di fraternità, di gioia e di speranza

 

Riccione, 02 August 2019

 

Si terrà venerdì 2 agosto in piazzale Ceccarini alle ore 21.30 a Riccione lo spettacolo dal titolo “ LE SERATE di NOMADELFIA".

Lo spettacolo, patrocinato dal Comune di Riccione in collaborazione con le Parrocchie della Zona Pastorale di Riccione, consisterà in un gioco magico sotto i riflettori in cui si alterneranno sul palco un centinaio circa fra bambini, adolescenti e giovani, in una serie di danze popolari di vari paesi (danza greca, tarantella, danza gitana, danza irlandese, danza messicana, danza western, danza pellerossa, danza russa) e di coinvolgenti scherzi e figurazioni acrobatiche. Sarà un modo originale e coinvolgente con cui Nomadelfia si farà conoscere attraverso danze eseguite dai suoimgiovani, brevissimi video e folgoranti interventi sullo stile della commedia dell’arte, che ne fanno un evento artistico e un messaggio di vita appassionante. 

Nomadelfia (che significa dal greco “legge di fraternità”) è una realtà comunitaria nota in Italia e all'estero per le sue finalità religiose e umanitarie, con sede nel Grossetano. E' composta da 350 persone, una sessantina di famiglie che nel corso degli anni hanno accolto in affido come figli, alla pari dei propri, più di 5.000 ragazzi in difficoltà. 

Durante il periodo estivo da ormai 50 anni, sull'esempio del loro fondatore don Zeno Saltini (1900-1981), i Nomadelfi portano nelle piazze d'Italia e anche all'estero uno spettacolo-proposta denominato “Serate di Nomadelfia”, entusiasmante dal punto di vista artistico, ma ancor di più valido, attuale e affascinante per i contenuti cristiani, umani, culturali e sociali che diffonde.

Le “Serate” si rivolgono indistintamente a tutte le componenti della popolazione dai giovani alle famiglie, a credenti e non credenti.

Attraverso le “Serate”, preparate in collaborazione da genitori e figli in lunghi mesi di prove, Nomadelfia vuole portare ovunque nel mondo il messaggio che la fraternità è possibile. “Cosa portiamo? - diceva il fondatore don Zeno. - Portiamo la nostra vita. Sono uomini a presentarsi, non belle idee”. 

L'ingresso è libero e gratuito 

 
 
 
 
 

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