Descrizione
A Riccione la fotografia d’autore torna protagonista con il nuovo progetto espositivo che, dal 4 aprile al 27 settembre a Villa Mussolini, rende omaggio a Bruno Barbey (1941-2020).
È stata inaugurata oggi pomeriggio alle 18, la mostra dedicata a uno dei grandi maestri della fotografia del secondo Novecento, fotoreporter tra i più rappresentativi dell’Agenzia Magnum Photos. In oltre cinquant’anni di carriera Bruno Barbey ha documentato conflitti internazionali e mutamenti sociali in tutto il mondo ma a Riccione l’attenzione si concentra su uno dei suoi lavori più significativi: il reportage realizzato in Italia tra il 1962 e il 1966 che gli permise di entrare a far parte della prestigiosa Agenzia Magnum.
La collezione in esposizione a Riccione, dal titolo “Bruno Barbey. Gli italiani”, racconta il volto dell’Italia nel pieno della sua trasformazione economica e sociale attraverso immagini intense e senza tempo, un viaggio straordinario suggestivo e corale da Nord a Sud che inviterà il pubblico a riscoprire e rivivere volti, luoghi e atmosfere di quel periodo.
All’inaugurazione della mostra sono intervenuti la sindaca del Comune di Riccione Daniela Angelini, la vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa, l’amministratore di Rjma Alberto Rossetti, che ha letto il discorso della curatrice della mostra e moglie dell’artista Caroline Thienot Barbey, e l’amministratore delegato di Creation, Umberto Pastore.
“Ospitare a Villa Mussolini la mostra ‘Gli italiani’ di Bruno Barbey significa condividere con la città e i suoi visitatori un grande progetto espositivo e, soprattutto, un’esperienza culturale capace di intrecciare memoria, identità e visione – hanno commentato la sindaca Angelini e la vicesindaca Villa –. Attraverso lo sguardo sensibile e profondo di Barbey, il pubblico è accompagnato dentro un’Italia del Dopoguerra sospesa tra tradizione e modernità. Le sue immagini sono dei veri e propri frammenti di un racconto collettivo. Ed è proprio in questa capacità di unire qualità artistica, valore storico e partecipazione emotiva che risiede la forza di questo nuovo progetto artistico e della programmazione culturale della città di Riccione che negli anni ha portato proprio a Villa Mussolini lo sguardo profondo dei grandi maestri della fotografia del Novecento: da Robert Doisneau a Robert Capa, da Vivian Maier a Ferdinando Scianna fino a oggi con Bruno Barbey. Villa Mussolini, oggi parte integrante del patrimonio storico-culturale pubblico di Riccione, si conferma ancora una volta uno spazio vivo, aperto al dialogo tra passato e contemporaneità, capace di accogliere e valorizzare linguaggi artistici di respiro internazionale.”.
Alberto Rossetti, amministratore Rjma Progetti Culturali: “Ringrazio l’Amministrazione comunale di Riccione per la fiducia concessa; siamo felici di aver portato in Riviera le fotografie di Bruno Barbey, che si inserisce in continuità con la tradizione fotografica che la città ha costruito in questi anni, contribuendo a rafforzarne il profilo culturale”.
Umberto Pastore, amministratore delegato Creation: “Una mostra dedicata al fotografo Magnum Bruno Barbey trova in Riccione una collocazione perfetta: le sue immagini dell’Italia anni Sessanta dialogano in modo naturale con un luogo simbolo di quell’epoca, tra immaginario felliniano e racconto di un Paese in trasformazione”.
“Gli italiani”: l’affresco visivo di Barbey sull’Italia degli anni Sessanta
L’esposizione, dedicata al grande fotografo francese di origina marocchina, racconta e documenta, attraverso un centinaio di fotografie in bianco e nero, l’Italia degli anni Sessanta: una società in pieno cambiamento e un paese in trasformazione, sospeso tra modernità e tradizione, stretto dalle ferite della guerra e la speranza di un futuro ancora da immaginare. Un vero e proprio affresco visivo capace di far rivivere con occhi nuovi un passato recente e di riflettere sull’identità culturale del nostro Paese.
Erano gli inizi degli anni Sessanta quando Bruno Barbey, studente di fotografia in Svizzera, decise di intraprendere un viaggio in Italia. A bordo del suo Maggiolino Volkswagen attraversò la penisola documentando la trasformazione sociale ed economica che caratterizzava l’Italia in quegli anni con uno sguardo empatico e mai invadente. Erano gli anni del boom economico ma anche di profonde trasformazioni sociali. Barbey seppe cogliere i volti, i gesti, gli sguardi, le abitudini e le contraddizioni di quell’Italia.
Il suo viaggio restituì un affresco vivido della società italiana degli anni Sessanta, sospesa tra modernità e tradizione. Da quel viaggio prese forma il portfolio fotografico, il cui titolo originale è “Les italiens”, che permettendogli l’ingresso alla Magnum lo consacrò tra i grandi della fotografia del Novecento.
Gli scatti di Barbey in mostra sembrano cogliere i personaggi di una moderna Commedia dell’arte, popolata da quelle figure archetipiche che ricordano i personaggi del cinema italiano degli stessi anni, Un immaginario che richiama le atmosfere dei film di Pasolini, Visconti e Fellini contribuendo a restituire un racconto visivo ricco di suggestioni culturali e sociali.
Il percorso della mostra è arricchito da un video con la voce dello stesso Bruno Barbey e da alcune citazioni letterarie di autori come Italo Calvino, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini ed Elsa Morante.
Anche il pubblico è invitato a partecipare attivamente allo sviluppo del percorso espositivo e della narrazione dell’Italia degli anni Sessanta. Il pubblico infatti potrà portare le proprie foto di famiglia di quegli anni per costruire un album collettivo che si formerà progressivamente in uno spazio della villa.
La mostra, a cura di Caroline Thiénot-Barbey e Alberto Rossetti, è promossa dal Comune di Riccione, organizzata da Rjma Progetti Culturali e Creation in collaborazione con Magnum Photos.
Gli orari della mostra
L’esposizione sarà aperta al pubblico dal 4 aprile al 27 settembre.
Dal 4 aprile al 28 giugno 2026, la mostra sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19; 1 maggio, 1 e 2 giugno, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20.
Dal 23 giugno al 6 settembre 2026 la mostra sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 23 mentre dall’8 al 27 settembre dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 20. Chiuso tutti i lunedì non festivi. Ingresso a pagamento (intero euro 12 comprensivo di audioguida; ridotto euro 10).
Luoghi
Contenuti correlati
- Sicurezza e viabilità nel weekend di Pasqua: grande lavoro di presidio della Polizia locale con oltre 100 pattuglie schierate in 4 giorni
- Terna e Comune di Riccione: al via i lavori per il riassetto della rete elettrica cittadina
- Riccione Paese in festa con i sapori autentici di “Io, tu e... le rosole” e le celebrazioni del Beato Alessio
- Creatività e comunità: successo per l’iniziativa dedicata ai piccoli al Centro di buon vicinato di viale Ortona
- A Riccione la Storia sale in cattedra con Ezio Mauro, Gad Lerner, Benedetta Tobagi, Michela Ponzani e Marianna Aprile
- Beachline Festival: in 1.500 sulla spiaggia di Riccione danno il via alla kermesse europea di beach volley
- Uno straordinario weekend di Pasqua: tantissimi turisti a Riccione tra arte, cultura, artigianato e grandi show
- “Kairos. Il tempo cruciale” di Andrea Chiesi a Villa Franceschi, un viaggio nel paesaggio contemporaneo tra natura e architettura
- Pasqua a Riccione: da Cristina D’Avena alle mostre di Barbey e Chiesi, un weekend di arte, musica e magia primaverile
- La Pasqua a Riccione è già entrata nel vivo: mercatini aperti e oggi arriva Cristina D’Avena
Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2026, 10:36