Descrizione
Riccione perde uno dei suoi simboli più autentici: è scomparso Epimaco Zangheri, conosciuto da tutti come Pico, il fotografo che ha raccontato oltre settant’anni di vita cittadina con i suoi scatti.
Grazie alla sua macchina fotografica, la Perla Verde conserva oggi un patrimonio inestimabile di immagini che documentano la sua crescita, i suoi volti, i suoi eventi e le personalità che l’hanno resa celebre. Con cordialità, gentilezza e discrezione, Pico ha saputo trasformare la sua professione in una dichiarazione d’amore verso Riccione, la sua città.
Dalla bottega di Alfredo Ricci a “Foto Riccione”
Nato nel 1930, Pico ha iniziato giovanissimo, dopo la perdita del padre. A soli 13 anni, appena terminata la scuola, entra come ragazzo di bottega dal fotografo Alfredo Ricci in viale Gramsci. Da semplice aiutante, addetto alle mansioni più umili, in pochi anni impara a sviluppare fotografie e ad accogliere i clienti.
La vera svolta arriva a 17 anni, quando Ricci lo manda in spiaggia come “scattino”: le giornate sono lunghissime, dalle prime luci del mattino a tarda sera, tra scatti in riva al mare, ore in camera oscura e documentazione degli eventi mondani. Una gavetta durissima, ma che forgia il talento e la determinazione di Pico.
Nel 1974 acquisisce la licenza di Ricci e avvia con la moglie Augusta e il figlio Gianni l’attività “Foto Riccione”, destinata a diventare un punto di riferimento per tutta la città.
L’occhio discreto della Perla Verde
Pico è sempre presente: dalle grandi manifestazioni agli eventi di cronaca, dalle feste mondane agli spettacoli nei locali più celebri, fino alle semplici foto ricordo dei turisti in spiaggia. È stato fotografo ufficiale del Dancing Savioli, chiamato da Bepi Savioli stesso, e ha immortalato con il suo obiettivo centinaia di celebrità: da Totò a Gina Lollobrigida, da Pelé a Fiorello, da Lucio Dalla ad Alberto Tomba, senza dimenticare i grandi campioni dello sport e i tanti ospiti che hanno affollato Riccione negli anni.
La sua forza non era una tecnica particolare, ma la sua gentilezza: Pico non ha mai cercato la foto rubata, ma lo scatto condiviso, creando un rapporto di fiducia con i suoi soggetti.
Con i suoi lavori ha documentato anche i momenti più delicati della storia cittadina: il fortunale del 1964, il dramma delle mucillagini nel 1989, i cambiamenti della spiaggia e della città. Le sue fotografie sono oggi una memoria collettiva che racconta non solo Riccione, ma anche la sua capacità di accogliere e farsi conoscere nel mondo.
Una mostra dedicata a Pico
Nel 2022, in occasione del Centenario della città, il Comune di Riccione volle omaggiarlo con la mostra “Foto Riccione. L’obiettivo di Pico”, allestita a Villa Mussolini e curata da Davide Bagnaresi e dal figlio Gianni. L’esposizione, che ripercorreva la Riccione tra gli anni Sessanta e Ottanta, metteva in luce volti, tradizioni ed eventi della comunità, restituendo a tutti un patrimonio di emozioni e ricordi indelebili.
Il ricordo della sindaca Daniela Angelini
La sindaca di Riccione, Daniela Angelini, ha voluto ricordarlo con queste parole: «Oggi Riccione perde un pezzo della sua memoria, della sua anima. Con la scomparsa di Epimaco Zangheri, per tutti noi semplicemente Pico, se ne va il fotografo che ha saputo raccontare la città in tutte le sue sfumature: i riccionesi, gli ospiti, i tanti volti noti che negli anni hanno scelto la nostra Perla Verde. Con discrezione, gentilezza e un amore infinito per Riccione, Pico ha immortalato generazioni e generazioni di storie, consegnandoci un patrimonio fatto di immagini che sono diventate parte della nostra identità collettiva. A lui va il nostro grazie più sincero e commosso: Riccione non lo dimenticherà mai».
Una vita dedicata alla sua città
Instancabile, anche dopo la pensione, Pico non ha mai smesso di girare per la città con la sua inseparabile bicicletta e la voglia di esserci. Nel 2020, in occasione dei suoi 90 anni, è stato premiato per il sostegno dato a Famija Arciunesa e a Riccione, con una targa che lo celebrava come memoria storica della comunità.
Oggi Riccione perde il suo fotografo per antonomasia, ma resta il suo lascito: un archivio straordinario di immagini e ricordi, testimonianza dell’amore infinito che Pico ha sempre avuto per la sua città.
L’amministrazione comunale di Riccione si stringe attorno alla famiglia Zangheri con affetto e riconoscenza, certo che il nome e l’opera di Pico resteranno per sempre nel cuore della comunità riccionese.
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Ultimo aggiornamento: 14 settembre 2025, 15:08