Descrizione
Il conto alla rovescia volge al termine. Mercoledì 4 marzo, alle ore 11:00, la delegazione del Comune di Riccione sarà nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma per la cerimonia di proclamazione della Capitale Italiana del Mare 2026. Un appuntamento che la città vive con la serenità di chi ha già compiuto l'impresa più importante: trasformare i preziosi patrimoni storici, scientifici e culturali di ogni singolo ente e associazione in un bene comune, in un progetto di comunità che non ha precedenti.
Il dossier “RIC26: un tuffo nel sogno” è il frutto di questa straordinaria operazione di ascolto e sintesi. Non si tratta di un documento costruito a tavolino per partecipare a un bando, ma di un potente progetto di investimenti da 5,5 milioni di euro — già garantiti dal bilancio comunale e da una rete di partner pubblici e privati — che punta a dare gambe e futuro a una visione di città già in atto. Una visione che ha ricevuto il pieno e convinto sostegno formale della Regione Emilia-Romagna e della Provincia di Rimini.
La vera forza di Riccione, in questo cammino verso Roma, è stata la capacità di far convergere storie e competenze diverse verso un unico orizzonte. In queste settimane, prima con la costruzione e poi con il lancio della candidatura RIC 26, la città ha letteralmente “remato tutta dalla stessa parte”, con la consapevolezza che il mare è il collante della sua identità. Questo prezioso patrimonio collettivo mette a sistema l’eccellenza scientifica della Fondazione Cetacea Onlus, presidio fondamentale per la tutela della biodiversità adriatica, e la passione dell’associazione Blennius, che con la sua costante attività di monitoraggio e ricerca svela quotidianamente la vita sommersa dei nostri fondali.
È un racconto che intreccia la memoria storica e il fascino della Saviolina, il lancione a vela al terzo che il Club Nautico custodisce come un monumento vivo e navigante, con l’impegno istituzionale dell’Ufficio locale marittimo - Capitaneria di Porto di Riccione, garante non solo della sicurezza ma della trasmissione di quei valori marinari che sono alla base della nostra convivenza. Un mosaico in cui ogni tassello è fondamentale: dall’Associazione Diportisti Nautici (Adina), che ha saputo elevare a cultura tradizioni popolari come quella delle "poveracce" e il recupero simbolico dell'almadira, alla Lega Navale Italiana, custode di una marittimità inclusiva e solidale che si manifesta in riti senza tempo come la "pesca alla tratta".
Questa straordinaria partecipazione ha trovato il sostegno compatto di tutto il tessuto produttivo: dalla Cooperativa Bagnini a Federalberghi, da Confcommercio, CNA e Confartigianato fino alla Polisportiva Riccione, ogni realtà ha messo a disposizione il proprio saper fare. Il risultato è stata un’operazione di comunicazione vincente, capace di parlare al cuore del Paese: i contenuti social hanno raggiunto diversi milioni di persone, con punte record da un milione di visualizzazioni e decine di migliaia di interazioni per singolo contenuto, segno che i tanti italiani che amano Riccione hanno riconosciuto e premiato l'autenticità di questo sogno corale.
“Per Riccione si è trattato di un immenso momento di comunità legato al nostro bene più prezioso: il mare”, spiega la sindaca Daniela Angelini. “La nostra vittoria non sta in un titolo, che comunque sogniamo di vincere, ma nell'aver saputo mettere assieme il patrimonio di ogni singola associazione, di ogni ente e di ogni operatore, facendolo diventare un patrimonio collettivo della città. Abbiamo vinto perché abbiamo scelto di essere un unico equipaggio. Indipendentemente da ciò che accadrà mercoledì alle 11 nella Sala Monumentale della Presidenza del Consiglio dei Ministri a Roma, questo viaggio compiuto insieme è il nostro traguardo più grande. Abbiamo dimostrato che Riccione sa credere in un sogno collettivo e sa nuotare unita verso il futuro. Il sogno resta vivo fino all'ultimo secondo, ma la bellezza di ciò che abbiamo costruito insieme non ce la toglierà nessuno e traccerà in maniera ancora più definita la rotta della nostra visione”.
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Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026, 11:06