Descrizione
Questa mattina, presso lo studio del notaio Mauro Plescia, è stata scritta una pagina indelebile per la comunità di Riccione. Con la firma ufficiale del rogito, il Comune di Riccione ha acquisito la piena ed esclusiva proprietà di Villa Mussolini, sottraendola definitivamente a decenni di precarietà contrattuale.
Alla stipula erano presenti la sindaca di Riccione Daniela Angelini, la vicesindaca Sandra Villa, l’assessore al Bilancio e Patrimonio Alessandro Nicolardi e la dirigente al Bilancio e Patrimonio Cinzia Farinelli. Per la Fondazione Cassa di risparmio di Rimini, ha siglato l’atto il presidente Paolo Pasini, mentre per il Comune di Riccione lo ha firmato la dirigente Farinelli.
Cosa comporta questo atto: una svolta strutturale e definitiva
Il passaggio di proprietà firmato oggi non è un semplice trasferimento patrimoniale, ma un’operazione dai risvolti profondi che mette fine a un iter complesso e rigoroso. Questo atto giunge al termine di una sequenza di passaggi fondamentali: dalla prima manifestazione d’interesse di dicembre, all’offerta ufficiale di 1.206.000 euro accettata dal Cda di Fondazione Carim il , fino al voto cruciale del Consiglio comunale del che ha autorizzato l’acquisizione delle quote della società Riminicultura srl e il nulla osta della Corte dei Conti.
L’atto odierno abilita il Comune all'incorporazione della villa nel demanio comunale come bene indisponibile. Questo significa che la villa cessa di essere un costo legato a canoni o comodati precari e diventa un asset patrimoniale solido, su cui l’Ente può ora programmare investimenti strutturali a lungo termine, accedere a finanziamenti europei per la rigenerazione e garantire una gestione pubblica unitaria e senza filtri.
Si abbatte un muro burocratico che frammentava la gestione tra il parco e l’edificio, restituendo un’unica regia pubblica su uno dei luoghi più sensibili e preziosi del territorio. La città non sarà più ospite in casa propria, ma padrona di un asset strategico per lo sviluppo turistico e culturale dei prossimi decenni.
La dichiarazione della sindaca Daniela Angelini: visione propositiva e fermezza politica
“Oggi non firmiamo solo un contratto, ma un atto di emancipazione per tutta Riccione,” ha dichiarato la sindaca Daniela Angelini. “Questa operazione ha un respiro che va oltre il patrimonio: è una scelta di campo netta. Restituire Villa Mussolini ai riccionesi significa trasformarla definitivamente nel motore di un sistema culturale moderno, un polo del contemporaneo capace di dialogare con il mondo 365 giorni all'anno. La nostra visione è fare di questa villa una ‘fabbrica di pensiero’, un centro espositivo di livello internazionale e un laboratorio di welfare culturale che connetta le nostre ville storiche in un unico, grande distretto della bellezza a disposizione delle scuole, dei cittadini e dei turisti”.
La difesa della città
“Non posso però tacere di fronte ai tentativi scomposti di chi ha cercato di ostacolare questo traguardo - argomenta ancora la prima cittadina. Mi riferisco alle azioni della società David2, che ha tentato in ogni modo di interferire con una procedura pubblica trasparente, arrivando a presentare esposti infondati, una pratica che purtroppo a Riccione conosciamo molto bene, pur di bloccare il rogito odierno. Ma mi riferisco anche a quei politici che hanno lavorato attivamente contro l'interest di Riccione nell'unico intento di sostenere operazioni pericolosamente nostalgiche. È deplorevole che rappresentanti delle istituzioni abbiano preferito assecondare interessi privati e mire ideologiche anacronistiche pur di tentare di affossare questo progetto. Hanno provato a svendere l’identità della nostra città per scopi politici di basso profilo; noi abbiamo risposto con la schiena dritta e con un progetto di rilancio che non ha eguali. Non abbiamo accettato ricatti né rappresentazioni distorte: questa è una vittoria della Riccione che guarda avanti, libera e democratica, contro ogni lobby della nostalgia”.
La solidità della pratica: la dichiarazione tecnica della dirigente Cinzia Farinelli
A garanzia della solidità amministrativa dell’operazione, la dirigente al Bilancio e Patrimonio, Cinzia Farinelli, ha sottolineato la rigorosa tenuta della procedura: “Si è trattato di un’operazione di particolare complessità, visti gli adempimenti previsti per legge, quali ad esempio la necessità del parere del Collegio dei Revisori dei Conti e della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna che hanno espresso rispettivamente parere favorevole e nulla osta al trasferimento. L’acquisto è finanziato con risorse proprie dell’ente, quindi senza ricorso al debito, e consente di riportare in seno al patrimonio comunale un bene di eccezionale importanza, sottoposto a vincolo museale e monumentale e protetto dalla normativa di riferimento”.
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Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2026, 13:03