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Emergenza casa, povertà e disagio: nel Distretto di Riccione già seguite settanta persone dagli sportelli delle “Stazioni di posta” in sinergia con il Servizio sociale territoriale

Prorogato fino alla fine di giugno, il servizio sta affrontando in primis i temi della residenza e dell’abitare, la fragilità psichica e le dipendenze e l’accesso ai servizi territoriali

Data :

17 gennaio 2026

Dettaglio di una sessione di supporto: un operatore scrive su un taccuino mentre ascolta una persona
Municipium

Descrizione

Mirano a contrastare le situazioni di grave esclusione sociale e a garantire servizi di supporto, consulenza e orientamento in favore delle persone più fragili del territorio del Distretto socio-sanitario di Riccione. Sono le “Stazioni di posta”, gli sportelli multidisciplinari che, attivi dal luglio 2025 a Morciano di Romagna e San Giovanni in Marignano, stanno seguendo circa 70 casi nei primi sei mesi di attività.

Il progetto, di cui il Comune di Riccione è ente capofila, è finanziato per 170mila euro con i fondi Pnrr e prevede un’attività di consulenza e accompagnamento per persone adulte in situazione di grave marginalità o a rischio di diventarlo. Il servizio, che inizialmente era previsto fino a marzo, è stato prorogato fino al 30 giugno 2026.

L’attività degli sportelli, che si basa su un approccio multidisciplinare in collaborazione e coordinamento con i servizi socio-assistenziali e sanitari del territorio, prevede interventi personalizzati di valutazione, consulenza e orientamento, al fine di identificare e attivare quei percorsi di accompagnamento verso l’autonomia e l’assistenza delle persone in difficoltà. Le “Stazioni di posta” sono così luoghi multifunzionali di prima accoglienza in cui poter avere un primo approccio verso i servizi del territorio.

Come operano le “Stazioni di posta”

Un lavoro silenzioso ma decisivo, fatto di ascolto, presenza costante e collaborazione tra enti, è alla base dell’attività degli sportelli. L’obiettivo è ambizioso: costruire un sistema integrato di presa in carico capace di garantire risposte coordinate, continuative e inclusive alle persone in condizione di fragilità.

Il progetto si muove su due piani complementari. Da un lato il coordinamento territoriale, pensato per assicurare una gestione condivisa dei casi più complessi e un dialogo costante tra i diversi attori coinvolti e soprattutto con gli Sportelli del Servizio sociale territoriale, con cui vengono elaborati i progetti personalizzati degli utenti. Dall’altro l’intervento operativo di prossimità, basato sull’aggancio diretto delle persone, sull’ascolto e sull’accompagnamento lungo percorsi costruiti su misura, fondati sulla fiducia e sulla continuità della relazione. Il primo approccio consiste infatti nella presa in carico dei casi e nell’analisi del contesto socio-economico, psicologico e familiare delle persone che si rivolgono agli sportelli o che vengono intercettati dal servizio. Da qui emerge il quadro dei bisogni primari cui l’equipe darà risposte attente e personalizzate.

Tra le più urgenti problematiche emerse: residenza, accesso ai servizi, vulnerabilità psichica e dipendenze

Secondo il rapporto delle attività redatto dal soggetto gestore, fin dalle prime settimane il lavoro si è concentrato sulla costruzione della rete territoriale e sull’armonizzazione delle procedure. Particolare attenzione è stata riservata all’accesso ai servizi sanitari e sociali, al supporto abitativo e alla gestione dei casi con fragilità psichiche o dipendenze, ambiti nei quali si è consolidato un metodo di confronto interprofessionale.

Sul campo gli operatori stanno garantendo una presenza costante e proattiva, mantenendo un filo diretto con i servizi pubblici, le parrocchie, la Caritas, la Croce rossa italiana, i presidi sanitari e i Comuni. Sul piano qualitativo stanno emergendo già i primi risultati: l’approccio sta portando a una maggiore tempestività nell’intercettare le situazioni di disagio, una collaborazione più solida tra gli operatori e i servizi territoriali, e il riconoscimento dell’équipe come punto di riferimento di prossimità tra le persone e le istituzioni.

“Un progetto come quello delle ‘Stazioni di posta’ sottolinea come la lotta alla povertà e alla marginalità passi anche dalla capacità di fare sistema - ha commentato la sindaca e presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario di Riccione Daniela Angelini -. Mettere in rete competenze, condividere informazioni e costruire linguaggi comuni si conferma la chiave per trasformare l’intervento sociale in una risposta realmente efficace, attenta e puntuale ai bisogni più complessi del territorio”.

Orari di apertura delle “Stazioni di posta”

Le sedi sono aperte in orari programmati, con accesso libero o su appuntamento, e possono prevedere aperture straordinarie in base ai bisogni.

La sede di San Giovanni in Marignano è aperta il lunedì e il mercoledì dalle 9:30 alle 13:30 e il giovedì dalle 14 alle 18; la sede di Morciano di Romagna è aperta il martedì dalle 14 alle 18 e il giovedì e venerdì dalle 9:30 alle 13:30.

Per informazioni: Chiara Gregori, coordinatrice del progetto, tel. 331 3650466 oppure chiara.gregori@ilgesto.eu, Coordinamento generale tel. 331 365046, Marilena (referente Comuni Unione Valconca e Coriano) tel. 331 3649848, Camilla (referente Comuni San Giovanni in Marignano, Cattolica, Misano, Riccione) tel. 331 3649850.

Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2026, 15:51

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