Descrizione
Un investimento complessivo di oltre 22 milioni di euro per i servizi socio-sanitari del Distretto di Riccione. È quanto prevede il Programma attuativo 2026 del Piano di Zona per la salute e il benessere del territorio distrettuale, approvato all’unanimità mercoledì 22 luglio, nella seduta del Comitato di Distretto. Alla riunione, presieduta dalla sindaca di Riccione, Daniela Angelini, ha preso parte, oltre ai sindaci e assessori dei 14 Comuni che fanno parte del territorio distrettuale, anche il direttore del Distretto socio-sanitario, Ardigò Martino.
Il Piano di Zona, che si articola su più aree tematiche – dalla non autosufficienza all’inclusione, dai minori alla famiglia, dai giovani al contrasto alla povertà – e in numerose schede di intervento, è frutto di un lungo percorso partecipato che, attraverso tavoli di lavoro tematici, hanno coinvolto enti locali, Ausl della Romagna, istituzioni scolastiche ed enti del Terzo settore. Gli incontri, avviati il 22 giugno, si sono conclusi il 7 luglio con un appuntamento plenario che ha tracciato le risultanze emerse durante le riunioni.
“Con uno stanziamento così importante, il Distretto di Riccione sceglie di mettere al centro della propria agenda la coesione sociale e il benessere della comunità – commenta la sindaca e presidente del Comitato del Distretto di Riccione, Daniela Angelini –. Ciò che rende questo piano particolarmente significativo non è solo la mole delle risorse destinate sia alla continuità dei servizi essenziali per la non autosufficienza e la disabilità, sia alla stabilizzazione dei progetti PNRR, ma soprattutto il metodo adottato. L’ascolto capillare e partecipato, che ha coinvolto la costa e l'entroterra, l’Ausl, la scuola e il Terzo settore, ha permesso di delineare un quadro di interventi attento e puntuale in risposta ai bisogni reali del territorio”.
Un focus sui bisogni reali dei Comuni di costa e dell’entroterra
Il percorso partecipato ha introdotto quest’anno un nuovo incontro: un focus group dedicato all’analisi dettagliata dei bisogni delle diverse realtà locali, dai comuni della costa a quelli dell’entroterra, tenendo conto dei cambiamenti sociali e demografici che stanno interessando la comunità distrettuale e delle specificità dei singoli territori. La raccolta e la valutazione di questi dati hanno contribuito a definire una programmazione sempre più mirata ed efficace, capace di orientare risorse e servizi in modo puntuale e di rispondere alle esigenze specifiche delle diverse comunità che compongono il Distretto socio-sanitario di Riccione.
Un investimento strutturato e condiviso da oltre 22 milioni di euro
Il cuore dell’intervento è costituito da 5,8 milioni di euro di risorse programmate di fondi europei, nazionali e regionali a cui si sommano oltre 16,8 milioni provenienti dai Fondi per la non autosufficienza che vanno a sostenere tutto il sistema dei servizi accreditati, accoglienze residenziali e diurne, assegni di cura e tutti quei servizi a favore delle persone anziane non autosufficienti e delle persone con disabilità del territorio del Distretto. A queste cifre si aggiungono le risorse di compartecipazione del Terzo Settore, dei bilanci dei Comuni del Distretto e dell’Azienda USL della Romagna, in un quadro finanziario integrato. Gli enti del Terzo Settore, individuati tramite procedure pubbliche, saranno partner attuativi delle progettualità insieme agli enti locali del Distretto e all’Azienda Usl.
Continuità e innovazione: i pilastri del Piano 2026
Il nuovo Programma conferma in blocco gli interventi già attivi sul territorio, in particolare dà continuità ai progetti avviati grazie ai fondi PNRR confermando l’efficacia degli stessi; tra questi spiccano ad esempio l’équipe dedicata alle povertà estreme e i progetti di allenamento all’autonomia per persone con disabilità.
Oltre alla continuità, il Piano distrettuale introduce anche alcuni elementi di forte innovazione per rispondere ai bisogni emergenti della comunità facendosi interprete delle tematiche ed esigenze emerse durante i tavoli di lavoro.
Contrasto alla povertà e alla marginalità, sostegno agli anziani e alle persone con disabilità, promozione del benessere di bambini, giovani e famiglie. Sono queste le principali priorità che hanno guidato la redazione del Programma attuativo 2026.
Minori, famiglia e giovani al centro del programma attuativo e il nuovo Tavolo adolescenza
Grande attenzione è rivolta verso l’area minori e giovani attraverso l’implementazione dei fondi destinati a realizzare azioni di contrasto alla povertà educativa e relazionale nei giovani oltre a progetti volti a contrastare il fenomeno del ritiro sociale negli adolescenti e pre-adoloscenti. Rafforzati anche gli interventi psico-pedagogici e di presidio territoriale nelle scuole e il presidio degli infermieri nelle scuole che da quest’anno saranno finanziati anche nelle scuole dell’infanzia.
Tra le azioni dedicate ai giovani anche progetti di partecipazione attiva giovanile per permettere ai ragazzi una conoscenza delle occasioni del territorio e di viverle in modo formativo da protagonisti.
Tra le principali novità: la creazione di un nuovo Tavolo adolescenza che promuove un sistema integrato di interventi rivolti ai giovani tra i 14 e i 25 anni, fondato sulla collaborazione tra servizi sanitari, sociali, scolastici, enti locali e Terzo settore.
Per l’area famiglia, il Piano di Zona 2026 potenzia il ruolo dei Centri distrettuali per le famiglie che quest’anno ha visto l’apertura di una nuova sede spoke a Montescudo-Monte Colombo. I centri per la famiglia sono presidi territoriali fondamentali operati nel contesto di un sistema di azioni ed interventi orientato al consolidamento ed innovazione della rete dei servizi ed interventi territoriali di sostegno all’infanzia, adolescenza e genitorialità. A questo servizio sono destinati oltre 330mila euro con un incremento di 130mila euro rispetto all’anno precedente.
Anziani e disabili: allenamento alle autonomie e luoghi di socializzazione
Il Programma attuativo prevede anche il potenziamento degli “Spazi collettivi” per anziani non autosufficienti, luoghi di socializzazione che, attraverso azioni di carattere innovativo, favoriscano al contempo il mantenimento delle autonomie residue attraverso percorsi laboratoriali e socio-educativi, con la finalità di sostenere la permanenza della persona nel proprio luogo di vita. Per questi fondamentali progetti di domiciliarità e supporto ai caregiver il Distretto ha stanziato 266mila euro.
Tra i progetti potenziati ci sono anche il trasporto sociale e quelli dedicati agli allenamenti alle autonomie, pensati per giovani con disabilità in transizione dalla scuola alla vita adulta e le azioni che riguardano lo sport, considerato un ambito fondamentale per lo sviluppo delle autonomie, l’integrazione, la socializzazione e l’autostima.
Focus sulle povertà e sulla marginalità grave
Il Programma attuativo punterà sul rafforzamento delle azioni contro la grave marginalità sociale attraverso servizi a bassa soglia e interventi di prossimità e sono confermati i progetti che hanno già registrato incoraggianti risultati nell’ultimo anno come Housing First, percorsi di inserimento abitativo rivolti a persone in grave marginalità, e le Stazioni di posta, punti di accoglienza e supporto per senza dimora. In particolare, il piano prevede un incremento del finanziamento stanziato per le accoglienze in emergenza e per il servizio mensa.
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Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2026, 11:48