Descrizione
Sono stati assegnati i premi di produzione del 58° Premio Riccione per il Teatro, il più longevo concorso italiano di drammaturgia. I premi di produzione si affiancano al concorso vero e proprio, conclusosi nell’ottobre scorso, e offrono una seconda opportunità a tutti i finalisti, per favorire la rappresentazione delle opere presentate in concorso. In palio due importanti contributi economici, a parziale copertura delle spese di allestimento scenico.
Tutti i finalisti sono stati invitati a presentare un progetto di produzione dettagliato. La presidente di giuria Dacia Maraini, insieme a Daniele Gualdi e Simone Bruscia (rispettivamente presidente e direttore di Riccione Teatro), ha valutato i meriti artistici e le possibilità di rappresentazione, assegnando il premio di produzione principale, da 15.000 euro, a Jacopo Giacomoni per il progetto collegato a Tacet, già vincitore del 58° Premio Riccione. La graduatoria – stilata per coprire eventuali rinunce o esclusioni – include anche il duo Roberto Castello-Giuliano Scarpinato (I travagliati), Chiara Arrigoni (SEG-MEN-TAR-SI) e Caroline Baglioni (Una specie d’Amarcord).
Un contributo a sé, da 10.000 euro, è riservato ai finalisti del Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, sezione under 30 del concorso. Anche in questo caso la valutazione ha confermato gli esiti di ottobre, premiando Francesco Toscani, già vincitore del Tondelli con La rabbia che ho in corpo; in graduatoria anche Giulia Cermelli con Sangue timido e Michele Traverso con Lunar Flag Assembly. All’esame dei progetti di questa categoria ha partecipato anche Antonio Volpone, direttore di ATER Fondazione, partner che sostiene i testi del Tondelli promuovendoli nei teatri dell’Emilia-Romagna.
Nuove generazioni, nuove produzioni
Connessioni e opportunità si stanno creando anche per i testi finalisti del nuovo Premio Riccione alla drammaturgia per le nuove generazioni, sezione dedicata a scritture teatrali per spettatori bambini e ragazzi (7-11 e 12-15 anni). L’opera vincitrice, Baba Cloanța di Benedetta Pigoni, ha già iniziato il suo cammino produttivo, sostenuto da Solares Fondazione delle Arti con la consulenza artistica di Cira Santoro (debutto nei primi mesi del ). Hanno invece già avuto la loro anteprima in forma di spettacolo al Festival Segnali altre due opere finaliste: Galassia Annika di Simona Gambaro (produzione Kronoteatro) e La foresta dei no di Giuliano Scarpinato (coproduzione tra Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli-Venezia Giulia, Viola Produzioni ed Elsinor – Centro di Produzione Teatrale; residenza produttiva al PimOff Milano). E anche intorno a C’era il bosco di Roberta Ferrari e a Idda. Storia di un filo di Mariasole Brusa, gli altri due testi finalisti della nuova sezione, si stanno tessendo dialoghi importanti, nel segno di un’attenzione crescente per il teatro destinato a giovani e giovanissimi.
Una residenza creativa a Urbino
Oltre alle produzioni, il sostegno alla nuova drammaturgia prevede anche iniziative speciali, come quella appena ideata da Riccione Teatro, Centro teatrale universitario Cesare Questa dell’Università di Urbino e Fondazione Ca’ Romanino: una residenza creativa per giovani drammaturghi passati dal Premio Riccione, che durante il festival Urbino Teatro Urbano saranno ospitati nella celebre Ca’ Romanino, la splendida villa progettata dall’architetto Giancarlo De Carlo sulle colline della città marchigiana. Per l’edizione del festival (-), la scelta è caduta su Eliana Rotella, finalista al Tondelli e . L’autrice pavese lavorerà su un proprio testo, Livido, e ne darà restituzione pubblica insieme al Collettivo Corpora l’ (ore ) al Fuoritema di Urbino.
In scena Eco, Narciso e tra loro Ovidio, nome dato a chi racconta la storia di un abuso che ha vissuto davvero. Mentre parla, Ovidio crea la realtà scenica enunciandola, modificandola, riscrivendola, tenta di raccontare per colmare un vuoto di memoria, un vuoto di narrazione, l’afasia davanti alla violenza, all’impronunciabile. L’idea drammaturgica di Livido esplora ed espande il concetto di “caviardage” e di cancellazione, collegandosi idealmente all’opera di Isgrò e alla Scuola di cancellatura urbinate.
Il commento di Simone Bruscia
Simone Bruscia, direttore di Riccione Teatro: «Il Premio Riccione non è soltanto un riconoscimento, ma un dispositivo maieutico che accompagnerà gli autori ben oltre il momento della premiazione. I premi di produzione rappresentano l’innesco di una progettualità che impegna i drammaturghi a costruire reti, collaborazioni e alleanze capaci di trasformare il testo in un progetto teatrale praticabile. Da alcuni anni Riccione Teatro sta rafforzando sempre più questa vocazione. Il nostro obiettivo è offrire ai drammaturghi una vera e propria ribalta professionale, creando connessioni con teatri stabili, teatri nazionali, centri di produzione e partner internazionali che possano generare occasioni di crescita, relazioni durature e opportunità di circuitazione. È questo il valore più profondo di un premio che possiede una storia straordinaria e che, proprio per questo, continua a guardare al futuro.
I premi di produzione assegnati a Jacopo Giacomoni e Francesco Toscani confermano la qualità dei percorsi emersi dalla 58ª edizione e testimoniano come il Premio Riccione possa diventare un vero acceleratore di processi creativi e produttivi. Allo stesso modo, la nuova collaborazione con Urbino Teatro Urbano e la residenza affidata a Eliana Rotella, finalista al 56° Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli”, mostrano la nostra volontà di accompagnare i giovani autori nella costruzione di un percorso artistico concreto. Eliana è inoltre coinvolta in diversi progetti internazionali promossi da Riccione Teatro, a conferma di come il lavoro di scouting e accompagnamento degli autori prosegua ben oltre il concorso, aprendosi a contesti di confronto e collaborazione europei.
Riccione è una tappa fondamentale di questa progettualità, ma non ne rappresenta il punto di arrivo. I testi selezionati e premiati tornano spesso a Riccione sotto forma di studi, residenze, letture sceniche e spettacoli compiuti. Sempre più frequentemente trovano spazio all’interno delle rassegne teatrali che promuoviamo, dando continuità a un lavoro che non si esaurisce nei giorni del Premio.
In questa prospettiva posso già annunciare che nella stagione 2026/2027 dello Spazio Tondelli programmeremo Lucia camminava sola. Materiali per un documentario di Tolja Djokovic, che ne firma anche la regia, con Aura Ghezzi, Jacopo Giacomoni e Martina Tinnirello in scena. È un esempio concreto di come i percorsi nati attorno al Premio continuino a svilupparsi nel tempo, trasformandosi in occasioni produttive, artistiche e culturali per gli autori e per il pubblico.
Il Premio Riccione per il Teatro continua così a essere non soltanto un osservatorio privilegiato sulla nuova drammaturgia italiana, ma un luogo di produzione di futuro, capace di accompagnare le idee dalla pagina alla scena.»
Il Premio Riccione per il Teatro è organizzato da Riccione Teatro, con il sostegno di: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione, Comune di Riccione.
Il comunicato stampa è a cura di Riccione Teatro.
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Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026, 13:25