Descrizione
C’era un tempo in cui, a Riccione, la pittura era un rifugio squisitamente privato. C’era chi allestiva la propria tavolozza in una soffitta silenziosa, chi tra le pareti di uno scantinato o in un angolo della cucina, ritagliandosi momenti di creazione nel ritmo della vita quotidiana. Poi, nel 1976, ci si accorse della presenza in città di circa trenta pittori e la necessità di trovare un luogo comune di confronto e crescita divenne impellente. Nacque così il Centro Arti Figurative di Riccione.
Oggi, a cinquant’anni dalla sua fondazione, la città celebra mezzo secolo di passione e produzione visiva con una grande mostra collettiva allestita nelle sale di Villa Franceschi, aperta al pubblico fino al 15 novembre.
Un cenacolo nato per condividere
L’avventura del Centro Arti Figurative nacque dall’iniziativa pionieristica di due amici e artisti, Elvio Bernardi e Rodolfo Selva, che insieme a Edmo Vandi e Piergiorgio Baratti (primo presidente dell'associazione) gettarono le basi del progetto. A loro si unirono ben presto Aldo Bagli, Tonino Busuoli, Bruno Polverelli e Giuliana Spadoni. Il gruppo intendeva creare un luogo di aggregazione, pensato per ospitare anche corsi e incontri, capace di far dialogare gli artisti con la comunità e gli appassionati d’arte riccionesi.
L’allora sindaco Terzo Pierani colse immediatamente il valore sociale e culturale della proposta, assegnando agli artisti la storica Villa Mattioli di viale Anzio. Risalente al 18esimo secolo, la struttura divenne la casa dell’associazione e lo è ancora oggi.
Negli anni, la guida del gruppo è passata nelle mani di Rodolfo Selva, Paola Tatti, Andrea Montebelli, Patrizia Fabbri, Gianvito Vaccaro, fino al presidente attuale, Massimo Dina.
Tra i pittori del Centro, Antonio Giunta, Franco Gusella, Giuseppe Ruberto, insieme a Bruno Antonioli, Giacomo Pastore e moltissimi altri, hanno contribuito, con la loro presenza e con la loro ricerca pittorica, a dare forma a questa nuova esperienza artistica. Tra queste storie c’è anche quella di Mario Cecchini anch’egli pittore, chiamato inizialmente come custode. Nell’atmosfera creativa di quell’ambiente, ricco di stimoli culturali e a contatto con pittori dalle sensibilità così diverse, affinò il suo stile originale e visionario.
Un intreccio di vissuti e sguardi differenti che hanno dato vita a una comunità che riconosceva nella pittura un terreno di confronto e condivisione. Quella del Centro era un’esperienza pionieristica per la città, destinata a diventare un punto di riferimento per chi ama le arti figurative e uno stimolo per altre iniziative culturali e artistiche. Tra le sue iniziative storiche spicca il Concorso nazionale di pittura al Palazzo del Turismo, evento che tra gli anni ‘70 e ‘80 portò in Riviera nomi di rilievo e stimati critici d’arte come Claudio Spadoni, Franco Ruinetti e lo storico capo ufficio cultura Orio Rossetti.
La mostra a Villa Franceschi
L’esposizione collettiva a Villa Franceschi rende omaggio ai soci fondatori e ai primi pittori che impressero slancio all’associazione. Le opere esposte raccontano le metamorfosi stilistiche e la ricerca individuale di ciascun autore. Dai paesaggi romagnoli alle marine, dai vicoli alle figure umane, le tele non mostrano una “scuola” rigida, ma la nascita di linguaggi visivi unici maturati all’interno di un percorso collettivo.
Un mondo quotidiano e familiare che, attraverso l’arte, si fa memoria, emozione e sguardo personale. Le opere di Aldo Bagli detto “Nasin”, Piergiorgio Baratti, Elvio Bernardi, Antonio Giunta, Franco Gusella, Bruno Polverelli “Rusein”, Rodolfo Selva, Giuliana Spadoni, Giuseppe Ruberto e Mario Cecchini “Sainati” restituiscono una pluralità di sguardi che diventano memoria collettiva e patrimonio culturale riccionese.
La mostra offre alla città l’opportunità di riscoprire questo patrimonio condiviso e di riflettere sull’impronta fondamentale che questi artisti hanno lasciato nell’identità di Riccione.
La storia del centro continua a intrecciarsi con il presente, attraverso nuove esperienze, incontri e occasioni di partecipazione. Questo importante anniversario è un momento per fermarsi a ricordare e ritrovare le persone che ne hanno segnato il cammino ma anche per guardare avanti, con il desiderio di continuare a costruire nuove pagine del suo percorso.
Info e orari di visita
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile a Villa Franceschi fino al 15 novembre con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.
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Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2026, 10:39