Descrizione
Nel Distretto di Riccione l’arrivo e la permanenza di cittadini provenienti da Paesi stranieri rappresentano una realtà strutturale con cui il territorio si confronta quotidianamente. Un cambiamento che chiama in causa l’intero sistema dei servizi locali — scuole, sportelli sociali, servizi per l’immigrazione e realtà del Terzo Settore — sollecitato a costruire risposte efficaci, capaci di prevenire marginalità e favorire una reale inclusione sociale.
Particolare attenzione è rivolta al mondo della scuola, primo luogo di incontro tra culture e spazio privilegiato per costruire integrazione. In questo contesto il Distretto socio-sanitario di Riccione ha attivato il progetto “Sull’italiano non si torna indietro” rivolto agli alunni stranieri di prima e seconda generazione, di età compresa tra i 6 e i 16 anni, coinvolgendo anche le loro famiglie e il personale docente: l’apprendimento della lingua italiana è infatti requisito fondamentale perché si realizzi una prima forma di accoglienza e integrazione di bambini e ragazzi, nel nuovo contesto comunitario, evitando così fenomeni di isolamento ed esclusione sociale
I dati fotografano una realtà significativa nel territorio distrettuale: sono 63 gli studenti nuovi iscritti nell’anno scolastico 2025-2026, presenti in Italia da meno di due anni, che necessitano di un supporto intensivo soprattutto per l’apprendimento della lingua italiana. A questi si aggiungono 438 alunni stranieri residenti da più tempo, ma che richiedono ancora sostegno nello studio e nel percorso scolastico.
Per rispondere ai bisogni di integrazione, il Distretto ha messo in campo una sinergia di azioni: attraverso una commissione di accoglienza presente in tutti gli istituti scolastici vengono valutati i bisogni degli studenti, successivamente vengono attivati piani di intervento personalizzati o a piccoli gruppi di apprendimento omogeneo nei diversi plessi scolastici, sia in orario scolastico che extrascolastico. Tutti gli interventi educativi vengono monitorati per valutare l’inserimento scolastico, i progressi e nuovi bisogni. Naturalmente l’accoglienza del minore è da intendersi come accoglienza del nucleo familiare, in questo senso viene ascoltata e accolta la storia familiare in un’ottica di accompagnamento alla conoscenza del nuovo contesto di vita anche grazie all’attivazione di mediatori culturali e interpreti che possono sostenere la comprensione del nuovo contesto e della cultura italiana da parte delle famiglie straniere.
“L’integrazione si costruisce attraverso una rete coesa e condivisa di interventi tra le istituzioni, la scuola, le famiglie e il territorio che lavorano insieme per accompagnare i più giovani in un percorso di crescita non solo scolastica, ma anche sociale e culturale – ha sottolineato la sindaca di Riccione e presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario, Daniela Angelini –. In un contesto sempre più plurale, il Distretto di Riccione si impegna così per trasformare una sfida complessa in un’opportunità, investendo sulle nuove generazioni per costruire una comunità capace di includere, riconoscere e valorizzare tutte le sue componenti”.
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Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2026, 13:32