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Presidi ospedalieri rafforzati, servizi territoriali diffusi e comunità: ecco il futuro della sanità nel Distretto di Riccione

Grande partecipazione di pubblico, ieri pomeriggio, al convegno “Tutela e sviluppo della sanità ospedaliera e territoriale”: al centro dell’incontro il futuro della sanità pubblica nel territorio, la gestione delle emergenze, il rilancio dei presidi osp

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29 maggio 2026

Presidi ospedalieri rafforzati, servizi territoriali diffusi e comunità: ecco il futuro della sanità nel Distretto di Riccione
Municipium

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Si è svolto ieri pomeriggio, nella sala conferenze del Centro della Pesa di Riccione, il convegno pubblico dedicato al futuro della sanità ospedaliera e territoriale nel Distretto di Riccione. Un incontro molto partecipato da cittadini, che hanno gremito la sala, operatori sanitari e rappresentanti delle istituzioni, promosso per affrontare i temi della riorganizzazione sanitaria, del rafforzamento dei servizi di prossimità e ospedalieri.

Ad aprire e coordinare il dibattito è stata la sindaca di Riccione e presidente del Distretto socio-sanitario, Daniela Angelini, affiancata dall’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi e dal direttore generale di Ausl Romagna Tiziano Carradori. Presenti anche la direttrice medica del presidio ospedaliero di Riccione Bianca Caruso, il direttore del Distretto sanitario Ardigò Martino, la direttrice dell’unità operativa Pronto soccorso e Medicina d’urgenza Rosa Intermite e il direttore della centrale operativa 118 ed Emergenza territoriale Romagna Maurizio Menarini. A moderare l’incontro la consigliera comunale Chiara Biagini. Erano presenti in platea anche Fabrizio Piccioni, sindaco di Misano Adriatico, Franca Foronchi, sindaca di Cattolica, Michela Bertuccioli, sindaca di San Giovanni in Marignano, Gian Marco Casadei, sindaco di Montescudo-Monte Colombo e Mirca Cecchini, sindaca di San Clemente.

Nel corso della serata sono stati affrontati i temi legati alla trasformazione del sistema sanitario, con particolare attenzione al potenziamento della medicina territoriale, alle Case della comunità, ai Cau, agli infermieri di famiglia e alla necessità di ridurre la pressione sui Pronto soccorso, oggi spesso interessati da accessi impropri.

Da modello incentrato sulla sanità ospedaliera a sistema integrato che punta sui servizi di prossimità

La sindaca Angelini ha ribadito con forza la necessità che il percorso verso una sanità di prossimità sia accompagnato da un ospedale forte e pienamente operativo. Nel suo intervento ha richiamato il mandato unanime espresso dal Consiglio comunale di Riccione, che recentemente ha approvato un ordine del giorno condiviso da tutte le forze politiche a sostegno della sanità del territorio distrettuale.

Tra i punti portati all’attenzione delle autorità sanitarie e istituzionali, la difesa e il rafforzamento del Dea di primo livello dell’ospedale Ceccarini, considerato presidio fondamentale per il territorio, insieme alla richiesta di un piano straordinario per contrastare la carenza di personale medico e sanitario, in particolare nel Pronto soccorso, e aumentare l’attrattività delle strutture ospedaliere locali per i sanitari.

È stata inoltre sottolineata l’importanza del potenziamento della chirurgia del Ceccarini come quella bariatrica, toracica, generale e oculistica, così come l’attivazione della Skin cancer unit per la dermatologia, oltre alla valorizzazione delle eccellenze del Cervesi di Cattolica tra cui la chirurgia della spalla e la fisiopatologia della riproduzione.

Tra le richieste avanzate anche l’introduzione dell’ematologo di prossimità per evitare ai pazienti fragili lunghi spostamenti e il rafforzamento dei percorsi di prossimità per terapie oncoematologiche, cure palliative, gestione del dolore e assistenza domiciliare. In ultimo, si è sottolineata l’esigenza di accelerare il pieno funzionamento delle Case della Comunità del Distretto, dell’Ospedale di Comunità di Cattolica e l’attivazione dell’ambulatorio pediatrico presso i Cau di Riccione e Cattolica.

“Questi punti rappresentano una traccia di lavoro straordinaria, concreta e dettagliata dimostrando che il nostro territorio non sta semplicemente a osservare il cambiamento in atto nella sanità pubblica ma intende governare questa trasformazione attraverso la richiesta di garanzie precise e alti standard di cura” ha sottolineato la sindaca Angelini –. “La sanità pubblica non è una semplice voce di bilancio ma è la voce delle persone: un diritto universale che rappresenta il fondamento stesso di una comunità giusta, coesa e solidale”.

Dal quadro emerso durante il dibattito, la sanità pubblica sul territorio distrettuale sta passando da un modello rigidamente incentrato sulla sanità ospedaliera a un sistema integrato che punta con forza sui servizi di prossimità, sulle cure domiciliari e sulla continuità assistenziale. In questo contesto sarà importante sviluppare una comunicazione efficace e puntuale verso i cittadini che saranno così informati e consapevoli dei numerosi servizi diffusi sul territorio e, in particolare, sulle loro potenzialità: dai Cau alle Case di comunità, dagli infermieri di famiglia agli ospedali di Comunità. In questa trasformazione dei servizi sanitari e ospedalieri, anche la casa diventa il primo luogo di cura dove i servizi domiciliari individuano, seguono e si prendono cura dei pazienti.

Intanto si parla anche del ruolo dell’informazione e della formazione rivolta ai cittadini sui servizi territoriali ma anche la diffusione delle pratiche di primo soccorso, l’utilizzo del defibrillatore e la mappatura dei dispositivi salvavita sul territorio. Un approccio fondamentale che mette al centro l’integrazione tra i servizi ospedalieri, quelli territoriali e la comunità.

L’incontro si è concluso con un ampio spazio dedicato alle domande e agli interventi del pubblico, in un clima di confronto aperto e partecipato, confermando la forte attenzione della comunità verso il futuro della sanità pubblica locale.

Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2026, 14:09

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