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Oltre la vulnerabilità: il programma “Pippi” nel Distretto di Riccione per proteggere i bambini e sostenere le famiglie

Sono 32 i nuclei familiari nel territorio distrettuale rientranti nel programma “Pippi”: il progetto in cui le famiglie diventano protagoniste attive con l’obiettivo primario di  aumentare la sicurezza dei bambini e migliorare la qualità del loro sviluppo

Data :

1 agosto 2026

Oltre la vulnerabilità: il programma “Pippi” nel Distretto di Riccione per proteggere i bambini e sostenere le famiglie
Municipium

Descrizione

Ispirato alla resilienza di Pippi Calzelunghe, il programma nazionale “Pippi” consolida, anche nel Distretto di Riccione, il proprio modello di intervento innovativo e  integrato, puntando su prevenzione precoce, partenariato con la scuola e alleanza educativa con i genitori.

Nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e l’Università di Padova, “Pippi” (Programma di intervento per prevenire l’istituzionalizzazione) punta ad intercettare le fragilità familiari prima che diventino emergenze, interrompendo il circolo dello svantaggio sociale. La ricerca mostra che la “negligenza familiare”, ossia l’incapacità di rispondere ai bisogni primari dei figli, non è una colpa individuale, ma l’esito di vulnerabilità complesse come: precarietà economica dovuta spesso  ad un bassa istruzione e forte tasso di disoccupazione di entrambe le figure genitoriali, isolamento sociale, disagio psicologico di una o entrambe le figure genitoriali, monoparentalità,  conflittualità di coppia.

Spostando il focus dai limiti dei genitori ai bisogni di sviluppo dei minori in particolare nella fascia 0-11 anni, “Pippi” agisce per garantire un ambiente familiare sereno, fondamentale sia per la salute psicofisica sia per il rendimento scolastico affinché non si generi di nuovo nei bambini quella fatica negli apprendimenti che porta spesso all’abbandono scolastico e alla precarietà  lavorativa.

Prendendo in prestito l’acronimo dalla personaggio di Pippi Calzelunghe – simbolo di forza e capacità di superare le avversità – il programma è oggi riconosciuto come un sistema integrato e multidimensionale che intreccia la capacità dei servizi sociali di  innovare le pratiche di intervento nei confronti delle famiglie cosiddette “negligenti” alla formazione continua e alla capacità del territorio di lavorare e intervenire in sinergia con scuole, centri per le famiglie, enti del terzo settore.

I pilastri dell’intervento: i quattro ambiti d’azione

Per accompagnare i nuclei familiari, il programma attiva quattro “dispositivi” operativi fondamentali: l’educatore domiciliare che affiancando i genitori nelle  pratiche e nelle  dinamiche di vita quotidiana li vuole aiutare a ricostruire una relazione con i bambini più in linea con i loro bisogni di crescita; i gruppi genitori-bambini come contesti di confronto e potenziamento delle competenze relazionali, il partenariato scuola-famiglia-servizi per garantire continuità educativa  tra l’ambiente domestico e il percorso formativo scolastico la vicinanza solidale, ovvero le reti di supporto informale tra famiglie del territorio.

Al centro del metodo vi è un cambio di approccio: i genitori non sono soggetti passivi dell’intervento, ma sono protagonisti attivi chiamati a co-progettare le soluzioni insieme alle équipes multidisciplinari analizzando criticità, risorse e progressi compiuti.

L’esperienza nel Distretto di Riccione: la prevenzione parte dallo Sportello sociale e dalla Scuola

Il Distretto socio-sanitario di Riccione ha registrato un’evoluzione metodologica cruciale. Se in una prima fase l’accesso al programma “Pippi” era riservato unicamente alle valutazioni degli operatori della Tutela minori, oggi la porta d’ingresso si è ampliata e anche gli operatori dello Sportello sociale territoriale possono attivare il programma. Questo passaggio ha permesso di intercettare precocemente le vulnerabilità.

Nel triennio 2023-2026 sono state 32 le famiglie che hanno beneficiato degli interventi personalizzati del programma, a breve altri 30 nuclei familiari  avranno la possibilità di usufruire dei dispositivi per il periodo 2026-2027. Per realizzare il programma il Piano di Zona ha previsto uno stanziamento di 140mila euro nel Programma attuativo 2026 del Distretto di Riccione.

Vista l’attenzione prioritaria alla fascia 0-6 anni quale periodo di vita maggiormente sensibile e delicato per i bambini, il territorio si avvale di un alleato chiave: il Tavolo di lavoro distrettuale 0-6 “Famiglie e Servizi educativi” (attivo dal 2019 con azioni specifiche sul sostegno alla genitorialità quale contesto di lavoro dove promuovere il programma “Pippi” sostenendo i docenti, anche con una formazione, a leggere i bisogni delle famiglie e accompagnarle alle assistenti sociali del territorio troppo spesso stigmatizzate nella loro professionalità.

L’impatto sul territorio

L’analisi dei nuclei familiari, che nel periodo 2023-2026 ha usufruito del programma “Pippi” nel Distretto di Riccione, rispecchia il quadro nazionale della vulnerabilità: il 40 per cento (13 famiglie) evidenziava criticità nelle relazioni familiari (conflittualità genitoriale, assenza di figure di riferimento, adozioni complesse); nel 31 per cento (10 famiglie) erano i bisogni legati al minore a determinare l’esigenza più grande (disabilità, disagio psicologico, dispersione scolastica); nel 22 per cento (7 famiglie) emergeva invece la fragilità del genitore (dipendenze, patologie psichiatriche, disabilità) e nel  6 per cento (2 famiglie) emergeva la vulnerabilità economico-abitativa con impatto sulla stabilità familiare.

Dalla logica di progetto alla cultura di sistema

Nel Distretto di Riccione, “Pippi” ha trasformato la risposta all’emergenza in un welfare di comunità strutturato. La collaborazione costante tra Servizi sociali, Tutela minori, sanità, scuola e Centro per le famiglie ha creato una rete professionale capace di condividere linguaggi, obiettivi e interventi. Emblematico è il ruolo del Centro per le Famiglie, che ha integrato stabilmente le metodologie “Pippi” in particolare la capacità di supportare i genitori attraverso i gruppi e la vicinanza solidale nei propri servizi ordinari, mettendole a disposizione di tutta la cittadinanza.

Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2026, 08:07

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