Descrizione
Un’occasione per ricordare, comprendere e non dimenticare. Si chiude con un appuntamento di forte intensità storica e civile il ciclo di incontri estivi promossi dal Museo del Territorio di Riccione, dedicato alla memoria del Novecento.
Martedì 26 agosto, alle ore 21, presso il giardino del Centro della Pesa (in caso di maltempo nella sala conferenze), sarà ospite Daniele Susini, storico e scrittore, con la presentazione del suo ultimo libro “Vittime e carnefici. Le stragi nazifasciste lungo la Linea gotica orientale”. Il volume, edito dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra, ha ottenuto il patrocinio del Comune di Riccione e dell’Ambasciata della Repubblica federale tedesca di Roma, riconoscimenti che ne attestano il valore storico e documentale.
A dialogare con l’autore ci sarà Daniele Celli, ricercatore e collaboratore del Museo per le ricerche d’archivio, nonché autore di importanti studi sulla Seconda guerra mondiale in ambito locale.
A ottant’anni dalla Liberazione, l’appuntamento con Susini chiude idealmente una stagione di riflessione storica e impegno civile, oltre che di studi e ricerche sulla memoria del Novecento condotta dal Museo del Territorio di Riccione, importante e attivo presidio culturale e spazio di divulgazione storica della città.
Un’indagine storica sulla violenza e l’oblio
Il libro di Susini offre una ricostruzione accurata delle stragi compiute dai nazifascisti nella provincia di Rimini tra il 1943 e il 1945, un’area centrale nella geografia della Linea Gotica orientale.
L’8 settembre 1943 la firma dell’armistizio dell’Italia con le truppe alleate segna la fine della scellerata fratellanza con la Germania e l’inizio dell’occupazione da parte dei nazisti, caratterizzata da una lunga scia di stragi che insanguinarono il territorio italiano, da Sud a Nord, fino alla Liberazione, nell’aprile del 1945. Una violenza, esacerbata dal sentimento di tradimento dell’ex alleato tedesco nei confronti del governo e dell'esercito italiani, che si abbatté sulle formazioni partigiane e non risparmiò la popolazione inerme. Il 1944 fu l’annus horribilis per l’Italia, quello in cui le violenze commesse dai reparti tedeschi, spesso in collaborazione con i fascisti della Repubblica sociale italiana, raggiunsero l’apice, facendo registrare il più alto numero di vittime civili.
Daniele Susini ricostruisce una mappatura delle stragi perpetrate dai nazifascisti nella provincia di Rimini, che rappresenta un caso di studio unico per illustrare la strategia stragista dei nazifascisti in due contesti di guerra diversi: il primo legato alla repressione antipartigiana, il secondo all’occupazione del territorio per la costruzione della Linea Gotica e il successivo passaggio del fronte con la furiosa battaglia per la presa di Rimini.
L’analisi dei singoli episodi di strage, classificati in schede dettagliate, consente di sottrarre all’oblio le vittime, che raramente hanno trovato giustizia, e i carnefici, che quasi mai sono stati puniti per i crimini commessi. Emerge così la presenza di un sistema di ordini che legittimava la violenza sui civili, l’esistenza di una vera e propria strategia stragista che si basava su un’ideologia espansionistica di stampo razziale, quella nazifascista, e sull’obiettivo dichiarato di distruggere il tessuto sociale da cui nasceva la Resistenza partigiana.
Daniele Susini, che collabora con il Mémorial de la Shoah di Parigi ed è responsabile scientifico del comitato provinciale dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra, ha dedicato la sua attività alla trasmissione della memoria del Novecento, con particolare attenzione alla Shoah e alla Resistenza. Tra i suoi volumi più noti anche “La Resistenza ebraica in Europa. Storie, percorsi 1939-1945” (Donzelli, 2021).
Ingresso libero.
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Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2025, 11:28