Descrizione
Prende forma e svela finalmente la sua identità visiva e concettuale il nuovo grande polo culturale di Riccione. In occasione della conferenza stampa ufficiale tenutasi oggi all’interno del complesso architettonico completamente recuperato, l’amministrazione comunale ha presentato il nome, il marchio istituzionale e la visione scientifica e curatoriale del nuovo museo cittadino, che avrà sede negli spazi radicalmente rigenerati dell’ex fornace Piva.
Si chiamerà Star Museum, un acronimo denso di significato che unisce il passato millenario del territorio alle sue espressioni più moderne, pop e identitarie. La sigla sintetizza infatti le quattro anime del percorso espositivo, ovvero Storia, Tendenze, Archeologia e Riccione, delineando un’istituzione progettata non come un semplice contenitore statico di reperti, ma come un museo dell’immaginario generativo e partecipativo. L’intera struttura è stata concepita per favorire l’accesso alla cultura, il dialogo tra generazioni e la costruzione di una cittadinanza consapevole, trasformando il patrimonio materiale e immateriale in una risorsa per lo sviluppo sociale ed economico della comunità.
In contemporanea con l’annuncio del nome, vengono lanciate ufficialmente oggi le pagine social del museo su Facebook e Instagram sotto la denominazione unificata Star Museum Riccione, che accompagneranno i cittadini e i futuri visitatori lungo tutto il percorso di costruzione della memoria collettiva che precederà l’apertura.
Un marchio geometrico ispirato all'architettura e alla luce
L’identità visiva dello Star Museum, curata dal grafico Stefano Tonti, non tenta di descrivere graficamente la pluralità e la complessità dei contenuti storici e cronologici, difficilmente sintetizzabili in un unico segno, ma trae la sua origine direttamente dagli elementi strutturali della sede. Nel caratteristico modulo dei mattoni del paramento esterno è stato individuato il ripetersi di un motivo geometrico a stella a sei direttrici, che diventerà l’elemento cardine di tutto il sistema visivo in preparazione.
Quando il simbolo è unito alla parte testuale, la stella rappresenta intuitivamente anche la lettera a del nome Star. Sul piano simbolico, i segmenti alludono sia alle diverse epoche e ai differenti approcci del percorso museale, sia all’irradiarsi della conoscenza verso l’esterno e al confluire delle persone e della comunità all’interno del polo culturale. Per la palette cromatica di base è stato scelto un riferimento al pavimento in cemento degli ambienti interni, citazione della pavimentazione industriale originaria della fornace, usato come colore neutrale da abbinare a un giallo aranciato. Questa tinta solare ed energetica tende alla modernità, evoca le fiamme che davano vita all’antica fabbrica e riprende il colore convenzionale con cui si disegnano le stelle.
Un'architettura aperta che dialoga con la città e la sua memoria
Il progetto architettonico della struttura, del valore complessivo di 4,2 milioni di euro, è finanziato per un milione dalla Regione Emilia-Romagna e per la parte restante dal Comune di Riccione, attraverso fondi europei dedicati alla riqualificazione dei beni culturali. Il restauro, curato dalla società Politecnica di Modena con il coordinamento del settore Lavori pubblici comunale, ha rispettato la memoria storica dell’edificio industriale senza rinunciare all’innovazione tecnologica ed energetica. Le facciate originarie in laterizio sono state interamente recuperate, mentre una nuova struttura in legno, vetro e acciaio ad altissima efficienza abbraccia il nucleo primitivo. Elemento distintivo e vero e proprio punto di riferimento visivo urbano è il grande camino della fornace, restaurato e illuminato per rimanere visibile anche nelle ore notturne come segno di continuità. Il paramento traforato di mattoni disposti ad angolo che contorna tutto l’edificio è visivamente permeabile, e rappresenta anche sul piano simbolico un’istituzione aperta al dialogo costante con il proprio territorio. Gli spazi si sviluppano in modo funzionale per accogliere pubblici diversi: il piano terra ospita la grande sala d’ingresso, la caffetteria, il bookshop, le aule per le attività didattiche e una sala conferenze da 140 posti, mentre il primo piano è interamente dedicato al percorso espositivo.
Dalle profondità del mare miocenico alla cultura pop del Novecento
Il percorso espositivo dello Star Museum accompagnerà il visitatore in un lungo viaggio nel tempo profondo, strato dopo strato, conducendolo dalla Preistoria fino ai giorni nostri unendo il rigore scientifico di W. Von Humboldt con il ritmo di Fatboy Slim. Il racconto non si limiterà alla sezione archeologica tradizionale, aggiornata nei contenuti e arricchita da tecnologie di lettura interattive, ma affronterà, grazie a una attenta ricerca sociologica condotta dal sociologo Giulio Vidotto Fonda, le grandi trasformazioni sociali ed economiche del territorio, l’evoluzione demografica, il passaggio da società agricola a città turistica e i mutamenti dei costumi che hanno reso Riccione una delle icone della Riviera romagnola e dell’immaginario italiano. Le diverse sezioni espositive comprenderanno ricostruzioni naturalistiche a scala reale, come il cervo megacero e l’orso bruno relativi al periodo pleistocenico, realizzate in collaborazione con l’Università di Ferrara e il Laboratorio Naturalistico Friulano. Le attività di studio sono state integrate a cantieri di restauro finanziati dalla Regione Emilia-Romagna; presto il restauro delle faune pleistoceniche prevederà momenti di condivisione con il pubblico.
La sezione sull’età del Bronzo, rinnovata grazie alle collaborazioni con la Soprintendenza e l’Università di Bologna, proporrà la ricostruzione di una porzione di capanna e repliche tattili delle ceramiche per un apprendimento sensoriale. La memoria del Novecento sarà invece approfondita attraverso infografiche e installazioni dedicate ai grandi benefattori di fine Ottocento, alla presenza della famiglia Mussolini.
Uno spazio rilevante sarà dedicato alla memoria civile con la sezione dedicata al periodo fascista e alla seconda guerra mondiale curata da Stefano Pivato, raccontata anche attraverso la web comics realizzata con le scuole del territorio e con il coinvolgimento di Trame Teatro e Musica. Dal secondo dopoguerra in poi il racconto si apre alla Riccione luogo generatore di idee, tendenze, culture giovanili che influenzeranno l’immaginario popolare italiano in maniera profonda e duratura: la letteratura di Vittorio Tondelli, il cinema di Dino Risi ma anche quello del villeggiante in vacanza tramite un accurato lavoro sui video di famiglia curati dall’Università di Modena e Reggio Emilia nella persona del professor Vittorio Iervese.
Poi ancora il rapporto di Riccione con la televisione, locale e nazionale, alla fotografia e alla musica delle balere, della spiaggia, delle notti senza fine delle discoteche più cool d’Europa. Arrivando poi fino alle testimonianze di chi Riccione ha contribuito a costruirla e di chi invece ha trovato il trampolino di lancio, magari nelle strutture dell’Aquafan, della propria carriera come, fra gli altri, Max Pezzali degli 883.
Innovazione tecnologica ed esperienze immersive per la massima accessibilità
La forte identità tecnologica dello Star Museum si esprime attraverso investimenti massicci nello storytelling digitale immersivo, nella realtà virtuale e aumentata e in installazioni multimediali progettate per abbattere le barriere fisiche e cognitive grazie al contributo dell’architetto Fabio Fornasari. Al primo piano prenderanno vita scenografie che ricreano gli ambienti del passato, proiezioni immersive e video mapping a cura di Ianus, come quello dedicato alla ritualità antica della necropoli romana di San Lorenzo.
Tra le esperienze di punta spicca la navigazione immersiva in realtà virtuale all’interno della sezione del mare, che permetterà di salire a bordo della Saviolina, lo storico lancione riconosciuto come monumento galleggiante della Riviera. L’applicazione tecnologica, sviluppata in collaborazione con La Jetée e con la supervisione scientifica di esperti di marineria tradizionale, si affiancherà a una wunderkammer marina, a una selezione di modellini di imbarcazioni tradizionali donati da privati e ad apparati didascalici sulla biologia e sulla pesca curati dalla Fondazione Cetacea.
L’innovazione tecnologica sarà al servizio dell’inclusione totale, garantendo percorsi senza barriere architettoniche, l’app Artplace che trasformerà gli smartphone degli utenti in audioguide multilingue, riproduzioni tattili del letto funerario romano e specifici strumenti di supporto per i visitatori non vedenti e ipovedenti, offrendo anche aree dedicate al gioco e all’apprendimento per le famiglie. Ci sarà anche la possibilità di visitare virtualmente le grotte di Onferno grazie alla collaborazione del laboratorio Larig dell’Università di Bologna e Ispira srl.
Le dichiarazioni dei rappresentanti dell'amministrazione e del gruppo di lavoro
La sindaca Daniela Angelini ha dichiarato: “Quest’opera è assolutamente strategica per la nostra città e rappresenta una svolta decisiva nel recupero della nostra memoria e nella proiezione verso il futuro. Con la conclusione dei lavori strutturali all’ex fornace Piva, restituiamo a Riccione non solo un edificio storico straordinario e sottratto all’abbandono, ma un fulcro di identità. È un’opera pensata per la comunità, che unisce la rigenerazione urbana profonda alla massima accessibilità, con percorsi inclusivi, strumenti tattili per ipovedenti e spazi per le famiglie. Lo Star Museum dimostra come Riccione sappia cambiare, mantenendo solide le proprie radici”.
La vicesindaca e assessora alla Cultura Sandra Villa ha spiegato: “Lo Star Museum esprime una visione culturale radicalmente innovativa ed emozionale: non un luogo statico di pura osservazione, ma un museo partecipativo e generativo, accessibile a tutti, pensato per emozionare e coinvolgere. Vogliamo che sia un bene comune in cui i cittadini, i residenti stagionali, i turisti e le nuove generazioni possano dialogare e costruire significati condivisi. Il patrimonio materiale e immateriale di Riccione diventa così una risorsa viva per interpretare il presente e immaginare il futuro, unendo la ricerca scientifica alle forme della cultura pop e della memoria collettiva della Riviera”.
Il coordinatore del comitato scientifico Andrea Tirincanti ha sottolineato: “La sfida scientifica e curatoriale dello Star Museum è stata quella di costruire un racconto capace di attraversare migliaia di anni di storia, dalla preistoria fino ai fenomeni culturali e sociali più contemporanei. Il comitato scientifico, composto da undici studiosi tra archeologi, storici, ricercatori e docenti universitari, ha lavorato per trasformare la complessità del patrimonio riccionese in un’esperienza accessibile, coinvolgente e rigorosa dal punto di vista scientifico. Dai reperti archeologici alle testimonianze della biologia marina, dalla nascita del turismo moderno alle trasformazioni del costume e della società, il percorso museale mette in relazione persone, luoghi e storie che hanno contribuito a definire l’identità di Riccione. Il visitatore non sarà chiamato semplicemente a osservare una sequenza di oggetti o di eventi: sarà invitato ad attraversare il territorio, il mare e le comunità che lo hanno abitato, recognizing nel patrimonio una chiave per comprendere il passato, interpretare il presente e immaginare il futuro”.
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Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026, 14:11