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Villa Mussolini - Una finestra su Riccione

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Il volume Villa Mussolini - Una finestra su Riccione di Nives Concolino e Marina Giannini (Ed. Guaraldi) attraverso 216 pagine e circa 500 immagini ripercorre la storia, finora frammentata, della residenza estiva della famiglia Mussolini, dal 1892, anno pare sia stata edificata, fino ai nostri giorni. L'excursus sulla villa diventa così pretesto per raccontare anche l'evoluzione del turismo balneare con le sue tendenze   e ospiti illustri. Un caleidoscopio di eventi, situazioni e personaggi che scorrono come in una pellicola d'epoca, dove storie, testimonianze (in buona parte inedite), stralci di articoli tratti da vecchi giornali, aneddoti e amarcord, come quelli di Romano Mussolini e di sua nipote Edda Negri, nonché degli inquilini della villa, ricreano piacevoli sensazioni e atmosfere.

Suggestioni che lo scorrere dei giorni rischia di dissolvere e appannare sempre più. Preziosi a proposito sono alcuni racconti inediti, come quello di Mario Morri, uno dei parrucchieri di Donna Rachele che, come lui stesso svela, era solita a lavarsi i capelli con l'uovo, del Cavalier Augusto Cicchetti che ricorda l'incontro con Mussolini al passaggio a livello, e del compianto conte Enrico Pullé sui tentativi fatti dalla Guidi nel dopoguerra per riavere la sua villa. Tentativo che, si scopre, nella prima metà degli anni Sessanta, coinvolse anche il noto produttore cinematografico Carlo Ponti, marito di Sophia Loren, a sua volta cognata di Romano Mussolini.

Il perno è sempre la villa con il suo secolo e tre lustri di storia che passano attraverso varie vicissitudini e proprietà, a partire da quella di Eugenia Beccadelli Grimaldi che appare nella concessione demaniale del bagnino dirimpettaio Giuseppe Angelini, datata 1895. Seguono il ferrarese Giulio Monti, la famiglia Angeletti di Bologna e Giulia Galli Bernabei (nel dopoguerra sindaco di Riccione), che nel luglio 1934 la vende a Donna Rachele Guidi in Mussolini.


E' l'inizio dell'epoca d'oro della Villa, dove la nota famiglia trascorre le vacanze estive fino al 1943. Lasso di tempo durante il quale una schiera di gerarchi, industriali e altri benestanti, sulla scia del Capo del Governo, compra la seconda casa a Riccione. La "Perla Verde viene così catapultata sulle testate giornalistiche nazionali e internazionali. Lo testimoniano pure i servizi dell'Istituto Luce. E' un crescendo fino all'inizio della guerra che semina morte e distruzione anche a Riccione. Il libro prosegue il suo excursus nel dopoguerra, sin da quando tutti i beni vengono confiscati dal Demanio. Anche se intestati a Donna Rachele. Così avviene pure per Villa Mussolini, confiscata come "profitto di Regime" e posta sotto l'amministrazione forzata dell'Intendenza di Finanza. Poi la causa intentata dalla Guidi, la restituzione della sua residenza estiva e la vendita alla società italo-svizzera "Perla Verde". Infine, il tentativo di abbatterla con la conseguente insurrezione di storici e uomini di cultura che volevano preservarla dalle ruspe. Un capitolo di storia travagliato, finito con le trattative e la cessione dell'immobile alla Fondazione Carim che l'ha concessa in comodato al Comune di Riccione per oltre trent'anni.


Una sequenza di fatti che ricompone per la prima volta il puzzle di Villa Mussolini.  


Con questo mosaico storico si spera di aver dato ai riccionesi e soprattutto alle nuove generazioni, un supporto nella ricerca delle proprie radici, e anche un' "anima" alla residenza estiva del Duce, ormai svuotata di ogni cosa. Al di là dei drammatici eventi bellici, legati al Capo del Governo resta la consapevolezza che fu proprio la sua presenza a dare maggior impulso al turismo del vecchio borgo marinaro. E comunque la villa, tuttora vincolata dalla Sovrintendenza ai Beni architettonici e ambientali, resta uno dei pochissimi monumenti della vecchia Riccione. La frenesia dello sviluppo, del cambiamento e dell'innovazione, spinti dal motore propulsore del forte senso d'imprenditorialità, hanno purtroppo preservato solo alcuni edifici di valore, tra i quali Villa Franceschi, sede della galleria d'arte moderna e contemporanea, il Castello degli Agolanti e la Casa degli artisti del 1786, più o meno coeva alla vecchia chiesa di San Martino in Corso Fratelli Cervi.


Questo volume potrà essere di supporto al visitatore di Villa Mussolini, ma anche al congressista frettoloso, al giovane distratto dalle vetrine e al bagnante che potrà goderne la lettura sdraiato sotto l'ombrellone.


Con questo libro, infine, si spera di aver offerto un contributo anche al Museo del Turismo, al quale l'assessorato alla Cultura intende dare compimento nelle sale della villa, e a chiunque desideri conoscere meglio la storia, soprattutto balneare, di Riccione.


La pubblicazione ha ottenuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali, della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini, dell'Enit (Azienda nazionale del Turismo) e del Comune di Riccione, e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, Geat e Far (Finanziaria Amici di Riccione).
 
 
 
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