Lettere di Natale al Sindaco: eccone alcune
Nota per la Stampa
Riccione, 28 dicembre 2006
Percorri il nuovo giardino fresco d'inaugurazione, sali i sei gradini, superi la porta automatica e prima di entrare all'ufficio anagrafe, ecco la sagoma del pacco con feritoia personalizzata dove tutti i riccionesi sono stati invitati dall'Amministrazione Comunale a lasciare il loro messaggio di Natale.
Un'idea del primo cittadino che in questo modo ha voluto rendere ancora più forte il legame tra l'Ente Pubblico e la città.
L'iniziativa è stata avviata il 20 dicembre scorso e i messaggi o le lettere potranno essere lasciate fino al prossimo 8 gennaio.
Intanto però è tempo di fare un primo bilancio di un'iniziativa che partita come un gioco, sarà sicuramente riproposta nei prossimi anni per l'altissimo contenuto "umano" nascosto in ogni riga.
Ad oggi, sono circa una trentina i messaggi depositati nel pacco e tutti, contengono richieste e riflessioni di ogni tipo. Mai banali. Nessuno ha preso l'iniziativa come un gioco: niente frasi assurde o prive di significato. In attesa di raccogliere il frutto completo di tutte le lettere, siamo andati a scovarne alcune tra le più indicative.
Indiscutibilmente hanno gradito l'iniziativa molti dipendenti comunali che attraverso il pacco si sono voluti confrontare in prima persona con il Sindaco. Varie le richieste ma in cima alla lista ci sono quelle in cui si chiede a Daniele Imola di provvedere ad una "giusta" promozione sul campo.
"Buon Natale sig. Sindaco, sono una dipendente di questa P.A. da 25 anni, ho fatto studio, concorsi, aggiornamenti, ma non riesco a migliorare la mia posizione di qualifica. Sotto l'albero vorrei trovare una bella promozione che mi renderebbe la più felice di questa Amministrazione". C'è chi invece sotto l'albero "vorrebbe trovare più stabilità lavorativa per i precari e gli operai stagionali del Comune" e chi invece un posto in Comune lo segue ancora:
"Vorrei un lavoro presso il Comune: ho lasciato il curriculum all'ufficio protocollo. Chiamatemi". Non mancano le "sfrecciatine interne": vorrei più sensibilità verso gli altri dipendenti e meno ruffianismo per farsi volere bene ma... un aumento di livello non ci starebbe male. Buon Natale a tutti".
In seconda posizione tra le richieste a Babbo Natale Daniele Imola ci sono le opere pubbliche. O meglio la manutenzione stradale, che per completezza d'informazione, è tra le voci più importanti negli investimenti previsti dall'Amministrazione Comunale.
"Vorrei andare al lavoro in bicicletta senza rischiare di cadere per i continui sobbalzi causati dall'asfalto ampiamente sconnesso. Nel tratto di strada tra via Settembrini e via Santorre di Santarosa non saprei quale lato scegliere per evitare questo disagio" oppure "mettete in via Calabria il doppio senso di marcia come era una volta" e ancora "piste ciclabili a regola d'arte e manutenzione delle medesime (pulizia e ripristino asfalto)". Non manca la mobilità: "Il regalo più grande: non fate il Trc per favore".
Il sociale rimane sempre e comunque la questione più sentita da riccionesi ed è quella sui cui riflettere maggiormente. Richieste vere, alcune complesse, altre che potrebbero essere tacciate per banali ma che banali non lo sono affatto: "Vorrei una bella bicicletta", "Vorrei un mese di affitto".
In altri casi, le richieste al Sindaco sono più corpose e complete: "vorrei una casa più grande dove mia figlia possa avere spazio per giocare e dove dormire più comodi e senza che si formi umidità anziché in 3 in una stanza come ora. Vorrei essere presa in considerazione come un politico perché sono nella mia patria. Chiedo aiuto a questo comune dal momento che quando lavoro sono giustamente obbligata a ripagarlo con le tasse".
Ricca di dolcezza la richiesta di alcuni ragazzi: "Caro Babbo Natale Daniele, il nostro sogno sarebbe una casa tutta per noi dove svolgere le nostre attività e in cui abitare insieme quando i nostro genitori non ci saranno più o non saranno più in grado di seguirci".
C'è chi ha progetti... "Vorrei poter realizzare un grande progetto. Non posso avere figli perciò mi piacerebbe tornare a Riccione, mio paese natale, per rendermi umanamente utile verso il prossimo e chi invece vorrebbe sentirsi più tutelato: "Vorrei che questa P.A. si adoperasse per riconoscere in modo tangibile il contributo a questa città, fatto spesso di sacrifici e gravosi uffici, del Corpo di Polizia. Tale riconoscimento, sinora spesso negato, si concretizza in una maggior valorizzazione della professionalità dei singoli appartenenti al corpo tramite incentivi e riconoscimenti e in una maggior tutela legale e in materia di assistenza soprattutto negli episodi di lesioni del personale durante l'adempimento del proprio dovere. Da ultimo vorrei il giusto riconoscimento dell'importanza del nostro lavoro da parte dei cittadini. Auguri e saluti".
Ma il Natale è Natale e non poteva mancare il classico desiderio: "Vorrei il presepe".