Villa Mussolini. Dal 2 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007.
A cura di Beatrice Buscaroli insieme a Alessandro Ortenzi, la mostra ospiterà opere di Boccioni e Balla, Ginna e Corra, Mario Guido Dal Monte, Giannetto Malmerendi, opere futuriste di Leo Longanesi, sculture e ceramiche di Leonardo Castellani e ceramiche delle botteghe Gatti e Ortolani, manifesti letterari e poesie, libri, partiture originali.
Organizzato da: Comune di Riccione - Assessorato alla cultura
Quando: dal 2 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007 dalle ore 15 alle ore 20
Dove: Villa Mussolini
Info:
Assessorato alla cultura - tel.0541 608285 - 283 dalle ore 8 alle ore 13
Villa Mussolini 0541-601457 durante l'orario di apertura mostra
cultura@comune.riccione.rn.it
ingresso: € 5 intero - € 3 ridotti
La scheda di "Romagna Futurista"
Una mostra sul Futurismo in Romagna. A curarla è una specialista del settore, Beatrice Buscaroli insieme a Alessandro Ortenzi.
Villa Mussolini ospiterà opere di Boccioni e Balla, Ginna e Corra, Mario Guido Dal Monte, Giannetto Malmerendi, opere futuriste di Leo Longanesi, sculture e ceramiche di Leonardo Castellani e ceramiche delle botteghe Gatti e Ortolani, manifesti letterari e poesie, libri, partiture originali.
Umberto Boccioni era romagnolo. Suo padre, sua madre, i suoi nonni erano di Morciano di Romagna. Nato per caso a Reggio Calabria, ritornò in Romagna a soli venti giorni. "Purosangue romagnolo" lo definì Aldo Palazzeschi, "vulcanico, esplosivo". Il Futurismo romagnolo ha questo genitore ideale. Il Futurismo romagnolo è ricchissimo e indisciplinato. Rumoroso e anarchico. Ha pittori, scultori, poeti, musicisti, scrittori, ceramisti.
Ha un suo gruppo, intitolato naturalmente a Umberto Boccioni, formato a Imola da Mario Guido Dal Monte nel 1927, ha i suoi manifesti. Soprattutto ha Marinetti, che va e viene, sempre in treno a inaugurare le mostre e a tener viva quella fiamma. Il Futurismo romagnolo ha Francesco Balilla Pratella, il solo musicista futurista, nella cui casa di Lugo Marinetti andava volentieri, punto d'incontro del futurismo romagnolo.
"Primo a parlarmi di futurismo e a Lugo fu l'amico e poeta Luigi Donati" - scrive Balilla Pratella nella sua Autobiografia - "informandomi di come il poeta Tomaso Filippo Marinetti, italianissimo, di genitori milanesi (...) avesse ideato e promosso a Milano, e nell'anno prima 1909, quel movimento di arte e di vita, ch'egli battezzò 'futurismo', che tutti conoscono".
Il Futurismo nacque il 20 febbraio 1909. Nei quasi cento anni che sono trascorsi dalla pubblicazione del famoso "Manifesto" con cui Marinetti lanciò la sua sfida alle stelle, l'immagine e gli studi sul movimento hanno conosciuto fasi diverse.
Da qualche decennio ci si è concentrati sulle declinazioni locali del Futurismo che reclutò ed entusiasmò centinaia di artisti in tutta l'Italia, dalle Venezie alla Sicilia, e poi in Europa, in Russia, in Giappone. La vitalità del Futurismo si manifestò proprio in questo scaturire di scuole e varianti locali che spesso segnarono alcuni anni nelle vite degli artisti, ma che lasciarono una traccia unica e incancellabile nella storia della sola vera avanguardia italiana.
Romagna 100 opere, dalla pittura alla ceramica, dalla scultura al disegno, tornano oggi a raccontare questa vicenda che vide personaggi d'eccezione, i fratelli ravennati Corra e Ginna, così battezzati da Giacomo Balla, i pittori Dal Monte, Giannetto Malmerendi, Roberto Sella, Leonardo Castellani, Achille Lega, Francesco Bagnaresi, Giacomo Vespignani, Baldessari (Iras), Esodo Pratelli, i ceramisti Gatti e Ortolani.
Decine di opere inedite distinguono questa mostra dalle due sole precedenti che hanno esposto il Futurismo di questa regione, ridando a questa vivacissima vicenda della storia e dell'arte italiana la positiva vitalità che fu dei suoi uomini, l'inesauribile ottimismo, l'amore per la patria.