Progetto Riccione - Scuola Beni Naturali Ambientali Culturali

 

Che cos'è il lavorare per progetti

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Il "lavorare per progetti" è una esperienza di innovazione educativa, nata a Riccione nel 1983-84 ed estesasi ai Comuni di Misano Adratico, Rimini, Morciano di Romagna, San Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna, Montefiore Conca, Gemmano, San Clemente, Verucchio. Si configura come una modalità di collaborazione di amministrazioni comunali con le istituzioni educative, dalle scuole dell'infanzia comunali e statali alle scuole secondarie di 1° grado. Questa esperienza anticipa di molti anni alcuni aspetti dell'autonomia amministrativa e didattica. I "progetti" mettono in primo piano la collaborazione per lo sviluppo di ricerche in particolari campi, sviluppo condizionato dalla pianificazione dell'offerta educativa che utilizza la competenza di esperti esterni, nel campo sia disciplinare sia strumentale.
Queste alcune semplici informazioni sulle caratteristiche del lavorare per progetti:
■ Adozione di metodologie specifiche di ricerca, messe a punto sperimentalmente che mirano a trarre il maggiore profitto dai poteri della mente.
■ Collaborazione non occasionale e discontinua ma progettata e verificata a livello istituzionale, in cui i partners principali sono la scuola e l'Ente locale.
■ Utilizzazione necessaria di risorse esterne di vario tipo (beni culturali e ambientali, servizi, realtà economiche) e con varie modalità di ricerca.
■ Superamento del tradizionale organigramma della scuola mediante l'impiego di un coordinatore scientifico e di esperti disciplinari e strumentali lungo tutto il corso delle ricerche che convergono nel Progetto che indica una strategia di intervento educativo.
■ Legame interno del lavorare per progetti con l'aggiornamento disciplinare, metodologico e tecnico-strumentale. In questo modo l'aggiornamento è parte delle attività necessarie per svolgere le ricerche, quindi è finalizzato all'acquisizione di conoscenze e di abilità richieste per affrontare e condurre a termine il lavoro su un determinato tema.
■ Impianto e attivazione di un sistema di documentazione multimediale in entrata e in uscita con cui gli insegnanti si impossessano di alcune tecniche di comunicazione (dalla grafica alla fotografia, della videoregistrazione e al montaggio sostenuti da uno storyboard alla produzione di servizi multimediali) con la consulenza di esperti.

Almeno due di questi punti (adozione del metodo della ricerca e utilizzazione di risorse esterne) dovrebbero caratterizzare un regime educativo ordinario che, in assenza di un Progetto speciale e degli appoggi che comporta, non ristagni nella routine. È innovazione di livello minimo necessario, non opzionale, in quanto gli eventi educativi sono in una situazione che si modifica continuamente.

 
Icona Autonomia

Il "lavorare per progetti" ha avuto il merito di avviare la pratica dell'autonomia, certo nell'ambito delle limitazioni imposte dalla legge regionale dell' Emilia-Romagna sul diritto allo studio che ha previsto Progetti speciali a favore della scuola. Senza dubbio il decreto sull'autonomia (Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275 "Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche") amplia le opportunità di rinnovamento, come è evidente fin dall'inizio della definizione che dell'autonomia dà il decreto.
Natura e scopi dell'autonomia delle istituzioni scolastiche.1. Le istituzioni scolastiche sono espressioni di autonomia funzionale e provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa, nel rispetto delle funzioni delegate alle Regioni e dei compiti e funzioni trasferiti agli Enti locali [...]. A tal fine interagiscono tra loro e con gli Enti locali promuovendo il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi nazionali dei sistema di istruzione.
2. L'autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo [...].
Il testo legislativo definisce l'autonomia come funzione ampia (Autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo) e rafforza il criterio della collaborazione tra scuole: prevede che escano dal loro isolamento e costituiscono delle reti, mettendo risorse in comune per obiettivi più elevati.
Due punti essenziali: 1. si profilano compiti educativi diversi dall'insegnamento, 2. si rende necessaria la stretta collaborazione con istituzioni ed esperti esterni. In questa direzione si sono mosse alcune sperimentazioni indipendenti dalla politica scolastica.
L'autonomia è volta sia a favorire la sperimentazione sia ad attuare, tra l'altro, il decentramento del ministero. Con l'autonomia la programmazione non è più un fatto rituale interno dei singoli insegnanti, ma si configura come offerta educativa pubblica con particolari contenuti e metodi e perciò può essere valutata. La valutazione riguarda meno singoli insegnanti e dirigenti che la scuola, la quale viene sottoposta a controllo per la certificazione di qualità. Nell'ampia sperimentazione che l'autonomia consente è inclusa anche l'utilizzazione di particolari offerte educative di Enti locali, di musei, di beni culturali. Tali offerte sono una soltanto delle linee di realizzazione dell'autonomia. Pertanto si configurano rapporti:
■ con esperti esterni disciplinari e strumentali;
■ con gli Enti locali (Comune e Provincia) e con la Regione;
■ con servizi e istituzioni culturali e economiche;
■ con le sezioni didattiche che sono laboratori extrascolastici a disposizione sia della scuola sia di una più vasta utenza nella prospettiva di una educazione permanente;
■ con la Rete informatica per accesso a informazioni con modalità multimediali e ipertestuali.
È necessario un raccordo tra offerte educative promosse dalle scuole e offerte educative provenienti da realtà esterne. La sostanza dell'autonomia appartiene alle scuole. Gli Enti locali con strutture e funzioni specifiche, contribuiscono a qualificare il rinnovamento della scuola. A questo fine vengono utilizzati esperti esterni con competenze di ricercatori specializzati, esperti nel campo della comunicazione multimediale con la supervisione di un coordinatore scientifico-didattico.

 

Gli strumenti organizzativi del lavorare per progetti

Icona strumenti organizzativi

Il lavorare per progetti, per la sua complessità e per le sue dimensioni, ha bisogno di strumenti di gestione e di organizzazione.

Comitato scientifico. La collaborazione scuola-Ente locale è formalizzata da un Comitato scientifico formato da rappresentanti della scuola, dell'Amministrazione e degli esperti e dal coordinatore pedagogico-scientifico. È il luogo in cui si discutono problemi di indirizzi, si verificano risultati, si studiano i modi di superare difficoltà pratiche.
Il Comitato è una innovazione di grande rilevanza finalizzata alla regolazione dei rapporti tra le istituzioni e le figure molto varie che intervengono nel Progetto. Non una collaborazione piana e facile ma dibattiti a volte accesi a causa di punti di vista diversi e anche fraintendimenti. Occorre continuamente rimettere in discussione il lavoro fatto e tendere a mutamenti non marginali.

Segreteria organizzativa. Il Progetto non potrebbe funzionare senza l'attività continuativa e capillare della segreteria organizzativa. Non è un organo burocratico perché svolge i compiti organizzativi con sensibilità culturale, interpretando con prontezza le richieste che vengono dal Comitato, dal coordinatore scientifico, dagli insegnanti e dagli esperti in fatto di mezzi.
È un mestiere per l'apprendimento del quale non esistono itinerari istituzionali. Ci si forma sul campo inventandosi capacità man mano che si presentano esigenze da fronteggiare. Nel Progetto la segreteria garantisce la presenza costante negli incontri tra esperti disciplinari e insegnanti per agevolare l'utilizzazione degli strumenti, dei materiali necessari al lavoro.
Non meno importanti sono i responsabili di aree disciplinari che, tra l'altro, seguono gli esperti nei loro incontri con gli insegnanti: registrano il punto a cui sono arrivate le ricerche sui diversi argomenti e contribuiscono a fornire informazioni nelle riunioni di coordinamento finalizzate ad avere una visione di insieme sullo svolgimento del Progetto.

 
Icona esperti

Coordinatore scientifico-pedagogico .La complessità del "lavorare per progetti" e la necessità di un suo rinnovamento continuo richiede l'attività di un coordinatore scientifico pedagogico. Le sue principali funzioni.
· Partecipa al Comitato scientifico
· Collabora con le amministrazioni
· Segue e coordina tutti gli aspetti del Progetto
· Discute con gli esperti problemi di sviluppo del Progetto: le sue proposte di innovazioni e quelle degli esperti vengono discusse collegialmente e sottoposte al Comitato scientifico.
· Segue le ricerche sia sul campo sia in incontri periodici con gli insegnanti e con gli esperti.
· Collabora alla organizzazione delle rassegne finali.

Esperti disciplinari. Gli esperti disciplinari portano a scuola livelli di approfondimenti nelle aree attivate che non si possono chiedere agli insegnanti la cui funzione principale di norma non è la ricerca specialistica ma l'applicazione di metodologie di ricerca nei processi di insegnamento-apprendimento.
Gli esperti non si sostituiscono agli insegnanti: da una parte si occupano di approfondire particolari argomenti e dall'altra intervengono attraverso gli insegnanti che, nei rapporti con gli esperti e con il coordinatore hanno la possibilità di aggiornarsi sul campo, rispetto a particolari temi e compiti, e di avvalersi di una continua consulenza.
Il Progetto trova nel coordinatore pedagogico-scientifico, negli esperti disciplinari e negli esperti strumentali (questi curano la comunicazione grafica e audiovisiva) punti di forza essenziali in quanto portatori di nuova cultura che contribuisce ad attivare i partecipanti per la produzione culturale mediante ricerche su temi rilevanti e ben definiti.
Gli esperti discutono, insieme al coordinatore, la scelta dei temi, le linee di intervento e i modi di verificarne l'efficacia. Non meno importanti i rapporti tra Comitato scientifico e esperti.

Esperti strumentali. La necessità di utilizzare per i vari progetti le tecnologie, specie quelle informatiche, richiedono la collaborazione di esperti strumentali che appoggiano gli insegnanti sia nella comunicazione grafica e audiovisiva sia nelle attività costruttive con materiali vari. È importante il fatto che per queste funzioni il Progetto si serve anche sia di tecnici del Comune ed esterni, sia dei genitori.

 

Aree Disciplinari

Icona aree disciplinari

Il lavorare per progetti non pretende di spaziare su tutti i campi del sapere. In base alle opportunità concrete sono state attivate nel corso degli anni le seguenti aree:
- Antropologia
- Educazione Artistica
- Area delle arti
- Scienze del Comportamento
- Sociologia
-Educazione Stradale
- Area Scientifico Matematica
- Alimentazione e Territorio
- Mondo Animale
- Arte Valutazione Produttiva
- Scienze Ambientali
- Archeologia

Molte aree disciplinari non figurano nei programmi ufficiali. In virtù della collaborazione di esperi esterni, dell'impiego di metodologie di ricerca e dell'aggiornamento degli insegnanti conseguente alla partecipazione al Progetto è possibile introdurre queste discipline già a cominciare dalla scuola dell'infanzia.
Ogni anno all'interno di ciascuna area l'esperto propone un argomento particolare che, a seconda del grado scolastico, viene differenziato nel livello. All'argomento di ricerca si arriva entrando nella Banca Dati dell'Innovazione Educativa.

 

Preprogettazione

Icona progettazione

Il corso di preprogettazione ha un posto centrale nelle strategie del Progetto. Si svolge in settembre in due o tre pomeriggi in cui vengono ribaditi brevemente i significati essenziali del Progetto e si dettaglia la proposta disciplinare agli insegnanti che sono già a conoscenza dei temi attrezzati delle varie aree. In riunioni per aree separate, gli esperti danno chiarimenti sui temi, mostrano la documentazione in entrata disponibile (libri e diapositive), chiedono di cominciare a formulare temi particolari, anche in relazione al livello scolastico. Si intrecciano esigenze culturali e esigenze organizzative, domande e chiarimenti. Il problema centrale è formulare i sub-temi in modo che ci siano già indicazioni sulle cose da cominciare a fare nelle sezioni o nelle classi.
In questa fase è indispensabile la presenza sia del referente dell'area-argomento per l'organizzazione e la verbalizzazione sia di eventuali collaboratori per lo svolgimento delle attività. Il Progetto non sostituisce la programmazione. La collaborazione di istituzioni, servizi, competenze esterne alla scuola ha il potere di stimolare la qualificazione interna delle scuole. Il Progetto fornisce le condizioni per fare cose che la scuola con le sue forze, quanto a competenze e a risorse, non è in grado di fare: deliberatamente, non entra nella programmazione delle singole scuole. Le scuole, autonomamente, decidono quale parte della programmazione può essere coperta dal Progetto. Il Progetto lavora per approfondimenti e perciò restringe il suo campo di intervento a temi ben determinati, trattabili con metodologie di ricerca.

 

Metodologie di ricerca

Icona Metodologie di ricerca

Le metodologie di ricerca, anche per le loro variazioni a seconda del campo di applicazione, richiedono continuamente precisazioni e approfondimenti. Il Progetto offre l'opportunità di acquisire la capacità di fare e di promuovere ricerche e di documentarle adeguatamente.
Le ricerche si svolgono negli ordinari spazi scolastici, nei laboratori, sul campo. Le ricerche sul campo hanno la funzione di stabilire rapporti sistematici e continuativi con le realtà esterne di vario tipo: beni culturali, servizi, realtà economiche. Le ricerche richiedono la messa a punto di strumenti adeguati.Gli esperti curano l'impostazione, lo svolgimento, la documentazione e la verifica di ricerche. Sul campo si può corrispondere alle esigenze specifiche che il lavoro di ricerca presenta a seconda del settore disciplinare e del tema particolare.

 

Documentazione

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 Il Progetto si è subito imbattuto nei problemi di documentazione perché alla indubbia ricchezza di produzione era difficile fare corrispondere una documentazione che rendesse chiari anzitutto ai protagonisti la natura dei problemi, i procedimenti, il valore dei risultati. C'era anche il problema di una documentazione capace di fare capire all'esterno il valore del lavoro fatto.
Perché la ricerca sia esperienza di apprendimento veramente significativa occorre, tra l'altro, fare fronte alla necessità di adoperare metodologie adeguate di documentazione. Mettere l'accento non soltanto sui mezzi ma anche sulla organizzazione e sulla progettazione dei modi di documentare. Ad esempio, per il materiale visivo al quale molto frequentemente si ricorre nella forma di foto, di diapositive e di videoregistrazioni, si pone il problema di uno storyboard per fare riprese congruenti con le soluzioni a cui le ricerche vogliono pervenire.
Il prodotto isolato non dice niente su come si è formato, da quali stimoli è stato mosso, quali problemi nel corso delle attività sono state affrontate. La documentazione materiale mediante i soli prodotti non ha l'evidenza che ci si aspetta per sapere quale tipo di esperienza ha dominato l'attività. Mancano informazioni riguardanti luoghi, occasioni, processi, ruoli avuti dai diversi soggetti (insegnanti, allievi, esperti di varia collocazione e competenza, genitori ecc.) perciò si fa un uso sempre più ampio di mezzi quali: immagini fisse, fotografie o mobili (videoregistrazioni), produzione di C.D. Riconosciuta l'importanza di nuovi mezzi, non si trascura un fatto essenziale: essi trovano una collocazione significativa soltanto all'interno della ricerca.

Banca Dati. La documentazione si apre ai nuovi mezzi tecnologici di osservazione, di rilievo e di valutazione di dati. Le opportunità informatiche hanno apportato una vera rivoluzione. Ne abbiamo tenuto conto creando una Banca Dati. I partecipanti al Progetto si servono di una Scheda di documentazione che ha una doppia funzione: da una parte contribuisce alla guida delle ricerche e dall'altra serve per raccogliere i dati che poi vengono immessi nella Banca Dati.
La Banca chiede di documentare con precisione, tra l'altro, gli strumenti adoperati e i risultati raggiunti. In questo modo l'osservatore esterno che accede a una determinata ricerca ha gli elementi per giudicarne l'intero percorso e la effettiva validità degli strumenti, dei procedimenti e dei risultati.
I prodotti non vengono documentati da soli ma insieme a tutto ciò che è stato fatto per arrivare ad essi (uso di materiali, attività all'interno e all'esterno della scuola, procedimenti, modalità di utilizzazione degli esperti ecc.). La documentazione si avvale anche dell'aiuto di esperti strumentali (nel campo della grafica, della fotografia, della videoregistrazione, del montaggio audiovideo ecc.).
La documentazione affronta questi problemi: che cosa documentare, come documentare, di quali mezzi c'è bisogno nel corso della ricerca e per la sistemazione finale dei risultati sia per esigenze interne delle ricerche sia per la comunicazione del suo significato, dei suoi temi, procedimenti e risultati a favore dell'esterno (specie nelle rassegne, che ogni anno si presentano come una avventura).
La documentazione sia in entrata sia in uscita è multimediale. Si utilizzano libri, statistiche, documenti ufficiali, illustrazioni, foto, diapositive, videoregistrazioni, Cd-Rom per mettere a punto l'argomento con tutte le informazioni necessarie ad avviare il lavoro. La multimedialità caratterizza largamente anche lo svolgimento e la documentazione finale della ricerca. Si pone il problema di stabilire buoni rapporti tra i vari mezzi in maniera che non ci siano incontrollati sbilanciamenti con effetti di confusione.

 

Scheda di documentazione

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 La scheda è lo strumento di cui i partecipanti al Progetto si servono nel corso delle ricerche, con l'aiuto degli esperti disciplinari. La Scheda serve sia come documentazione delle varie ricerche sia in funzione dell'alimentazione della Banca Dati. La Scheda è costituita da brevi avvertenze e da nove fasce d'informazioni.

Avvertenze
· La Scheda va compilata in collaborazione con l'esperto man mano che il lavoro procede così da riferire cose veramente fatte.
· Il titolo della ricerca va precisato in maniera che sia ben chiaro l'ambito particolare in cui si lavora. È previsto che la formulazione del titolo sia migliorata in tempi successivi.
· Per la completezza delle informazioni è necessario fare uso di allegati. Gli allegati riguardano gli strumenti, ad esempio schede di osservazione, schede d'intervista, questionario, scaletta del piano di lavoro; riguardano inoltre storyboard sia per fare e mettere in sequenza foto e diapositive sia per riprese video e successivo montaggio.

 

Banca Dati della Innovazione Educativa

Icona BDIE

Sulla base della Scheda di documentazione che dà informazioni riguardanti l'impostazione, il corso e la conclusione delle ricerche, è stata costruita una banca dati informatizzata per l'innovazione educativa ( B.D.I.E.), strumento creato per documentare sia il quadro generale delle ricerche sia le singole ricerche realizzate nell'ambito del Progetto Speciale.
Consulta la Banca Dati dell'innovazione educativa

 

Rassegne finali annuali e la guida

Icona Rassegne finali annuali e la guida

Il Progetto cura molto una esigenza generale: aprire sulla scuola gli occhi della comunità. Uno dei mezzi che la scuola ha per farsi conoscere consiste nelle rassegne finali.
Le rassegne sono una verifica dei risultati in relazione al significato generale del Progetto. Richiamano l'attenzione sull'importanza della funzione comunicativa attraverso strumenti di ogni tipo: dai cartelloni e relazioni (raccolte in un quaderno della documentazione delle ricerche) alla Banca Dati e a Internet.
Le rassegne hanno unità, partizioni, sequenze e ritmi giocando con i loghi delle aree e con le variazioni di colori. Più propriamente questo il disegno espositivo:
· loghi delle aree
· brevissime presentazioni delle aree
· breve presentazione dell'argomento attrezzato per ciascuna area
Dopo una prima fase di transizione va acquistando un ruolo centrale la documentazione multimediale realizzata con diversi programmi informatici.
Nuova funzione delle relazioni. L'estensione dei mezzi informatici, non elimina le relazioni scritte sia degli insegnanti sia degli esperti ma ne modifica nettamente struttura e funzioni. Uno schema per relazioni serve a richiamare l'attenzione sulla necessità di dare evidenza a significati, a modi di sentire, al clima del lavoro e dei rapporti in occasione di attività concentrate su un particolare argomento. Le indicazioni dei punti seguenti aiutano a mettere in primo piano sia la specificità sia lo stile della relazione.
· Rendere evidente l'argomento, il punto di vista da cui è stato affrontato, ciò che personalmente si voleva capire e ciò che si riteneva più utile fare capire agli allievi;
· nuovi modi di affrontare compiti di apprendimento e di produzione in rapporto all'argomento, al tipo di guida, alle attività e ai risultati conseguiti;
· fatti culturali prima del tutto ignoti che sono stati scoperti;
· fatti noti superficialmente che è stato possibile approfondire;
· abilità nell'uso di strumenti (computer, macchina fotografica, ripresa video, utensili) impiegate per la prima volta o perfezionate;
· difficoltà incontrate, come sono state affrontate e con quali risultati;
· modi in cui gli allievi hanno corrisposto alle opportunità di svolgere attività sull'argomento proposto;
· profitto tratto dalla eventuale utilizzazione di realtà esterne alla scuola come necessità: osservazioni dirette, interviste, attività produttive svolte fuori della scuola, uso di strumenti di documentazione (foto, diapositive, C.D. ecc.), raccolta e ordinamento di materiali-oggetti;
· testimonianze sia personali sia degli allievi e, eventualmente, delle famiglie da includere nella relazione per rafforzarne la funzione comunicativa;
· osservazioni su eventuali necessità, in fatto di strumenti culturali, di collaborazione dell'esperto, di disponibilità di tempo, per approfondire l'argomento.

L'uso appropriato sia della Scheda sia della Banca Dati libera la relazione dal compito di riferire del lavoro con informazioni dettagliate e ordinate.
In conseguenza delle radicali innovazioni che i mezzi informatici hanno introdotto sia nelle attività di ricerca sia nella documentazione, è possibile dare al quaderno della documentazione delle ricerche che accompagna le Rassegne, il carattere non di un semplice rendiconto di ricerca ma di un vero e proprio strumento didattico di tipo critico e problematico.

 

Data creazione pagina: 25 Settembre 2006
Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2017