Breve storia della Biblioteca

Ingresso principale
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La prima biblioteca popolare circolante storicamente esistita sul territorio risale agli ultimi anni del XIX secolo, quando ancora Riccione era poco più di un modesto borgo di pescatori, situato alla periferia del comune di Rimini.
Annessa alla locale Società Operaia di Mutuo Soccorso, la biblioteca fu fondata nel 1889 per volontà dell'americana Maria Boorman Wheeler Ceccarini ed incrementata negli anni seguenti dal professore riccionese Luigi Mancini.
Con l'incendio doloso della locale cooperativa di consumo, nell'agosto del 1922, andarono distrutti e dispersi, tra le altre cose, l'archivio e la biblioteca della Società Operaia Riccionese.
Nel dicembre del 1934, la ormai nota località balneare disponeva di ben due biblioteche popolari: la prima era quella del dopolavoro comunale, la seconda quella dell'Opera Nazionale Combattenti, entrambe con un fondo librario di circa cento volumi accessibili ai soli soci delle due associazioni fasciste.
Dopo diversi tentativi del comune di Riccione volti a realizzare un istituto bibliografico per soddisfare le esigenze sia della popolazione residente sia delle famiglie villeggianti, nel febbraio del 1953, fu creata una raccolta di libri, ospitata nella casa di proprietà comunale sita in Viale Corridoni 11, collocata nella parte centrale di Riccione marina.
L'anno successivo Riccione entrò a far parte del servizio nazionale di lettura, progetto promosso e coordinato dal Ministero della Pubblica Istruzione, atto a creare una serie di reti provinciali di posti di prestito diffuse su tutto il paese.
Solamente nel 1960, però, la Giunta deliberava l'istituzione di un primo nucleo bibliografico e il Consiglio approvava il regolamento, in 37 articoli, della Biblioteca Popolare Comunale riccionese.
Inaugurata ed avviata nel gennaio del 1963, con un patrimonio di appena 2.000 volumi, la struttura prese sede provvisoria nell'edificio di Villa Franceschi, ubicato in Viale Gorizia 2, dove rimase fino alla fine degli anni sessanta e successivamente in Viale Sirtori 7, dove trovò collocazione temporanea fino al 1987.
Nel dicembre del 1980 il Consiglio approvava il progetto di massima del palazzo polivalente in Riccione paese e nel maggio del 1987 i lavori di costruzione erano pressoché terminati.
Non rimaneva, quindi, che trasferire e progressivamente attivare nella neo struttura una serie di servizi efficienti ed efficaci quali appunto la biblioteca comunale, il museo del territorio, la videoteca, gli archivi, la galleria espositiva e la sala conferenze.
La biblioteca, intitolata solo di recente al professor Osvaldo Berni, continua ancor oggi a mantenere la storica denominazione di " Centro della Pesa " che ha coinvolto e coinvolge a tutt'oggi il laboratorio culturale nella sua globalità ed organicità.
(dalla tesi di laurea della dott.ssa Roberta Bacchini)
 
 

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